MARRADI – E’ marradese il nuovo presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’età contemporanea. A seguito delle dimissioni del presidente Simone Neri Serneri per motivi di salute, lo stesso presidente uscente ha proposto al direttivo di eleggere Giuseppe Matulli, che ricopriva la carica di vice presidente, motivandola con la sua esperienza amministrativa e politica, oltre che con le sue caratteristiche personali, ritenute idonee a guidare l’Istituto fino alla scadenza naturale del mandato consiliare nel giugno del 2020.
Il Consiglio direttivo dell’ISRT ha così eletto presidente dell’Istituto Giuseppe Matulli, che è stato deputato per la Democrazia Cristiana, sottosegretario alla Pubblica Istruzione dei Governi Amato e Ciampi, consigliere regionale, Sindaco del Comune di Marradi, dal 1985 al 2002 e poi Vicesindaco di Firenze dal 2002 al 2009.
“É nata all’improvviso e del tutto inaspettata -spiega Matulli- la decisione di Simone Neri Serneri che, di fronte a problemi di salute che gli impongono, per un periodo non precisabile, di ridurre la propria attività, ha avuto la sensibilità di ritirarsi per evitare che l’attività dell’Istituto potesse subirne possibili conseguenze.
La correttezza di tale comportamento è stato apprezzato dal direttivo che ha anche sottolineato l’impegno profuso, nella lunga gestione dell’Istituto, da parte del prof. Neri Serneri e la mole dei risultati raggiunti, in tutti i settori di attività dell’Istituto: la gestione degli archivi, la ricerca e la didattica.
In queste condizioni la mia disponibilità, e la volontà del direttivo a raccogliere l’invito del prof Neri Serneri, ha significato oltre ad un atto di solidarietà umana e di apprezzamento per la sensibilità dimostrata, l’impegno comune a far proseguire l’attività dell’Istituto per affrontare questa improvvisa emergenza. La dimostrazione di questo impegno si ha avuto anche da parte del Prof. Mario G. Rossi (che vanta, oltre alla competenza di storico, l’esperienza e la conoscenza della vita dell’Istituto) che ha accettato di coprire l’incarico di vicepresedente.
Per l’Istituto si apre un periodo particolarmente impegnativo, perché oltre alla necessità di mantenere il volume ed il livello di attività impostate e guidate dal presidente dimissionario, deve affrontare la necessità di un aumentato impegno della ricerca storica nei confronti di un periodo di particolare importanza nella storia del paese, come è stata la nascita della Repubblica e l’avvio dell’Italia Repubblicana. Un periodo ormai esterno al dibattito politico attuale, e quindi affidato all’autonomia e alla libertà della ricerca storica. La delicatezza dell’impegno riguarda la necessità di evitare che il processo di trasformazione politica in atto, con caratteristiche e temi totalmente nuovi, ed ancora caratterizzato da un elevato grado di precarietà, non pregiudichi l’autonomie e il dovere della ricerca storica.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 marzo 2019



