BORGO SAN LORENZO – In molti, moltissimi, hanno partecipato all’evento tenutosi domenica 19 nella Pieve di Borgo San Lorenzo, “Mugello in musica”, un concerto di undici corali per raccogliere fondi per le famiglie terremotate di Barberino. E siamo convinti –anche ascoltando i commenti di diversi presenti- che tutti abbiano condiviso una comune sensazione di gioia e di soddisfazione per esserci.
Non è stato infatti uno dei tanti spettacoli, non è stato uno dei tanti eventi di solidarietà. E’ stato di più. E’ stato anzitutto il ritrovarsi di una comunità intera, il mettersi insieme “per” e “accanto”. E sicuramente la musica è un collante speciale, un linguaggio universale, capace di unire e di parlare al cuore.
Ma un’altra cosa ha colpito molti: la grande bravura dei cori. Perfino inaspettata, in certi casi. Piccoli cori talvolta, ma con una qualità dell’esecuzione davvero sorprendente. Ed è cosa davvero molto bella da constatare. Ed anche consolante. Quella che vi sono, in Mugello, tante persone, che per passione, e spesso per una fede comune, si ritrovano, provano, studiano, si esercitano. Molti di questi cori animano le Messe in varie parrocchie mugellane. Un servizio umile, spesso noto solo ai frequentatori di quelle liturgie. La rassegna dei cori di domenica le ha portate alla luce. Menomale!
Perché son cose che fanno bene al cuore e all’anima. Vedere e ascoltare decine e decine di persone che fanno parte della comunità cristiana e, peraltro con grande bravura, cantano con lo “sguardo verso il cielo”, uno sguardo che non estranea dai problemi e dalla vita quotidiana, ma che dà linfa vitale ai rapporti umani, è un segno di speranza del quale oggi c’è gran bisogno.
IL FILO
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 gennaio 2020




1 commento
E’tutto molto Vero, qualcuno ha detto che chi canta prega tre volte e l’armonia e’ consolazione per I cuori. Grazie