MUGELLO – A meno di un mese dal voto al referendum sul taglio ai parlamentari, abbiamo parlato con Alice Oreti, giovane barberinese di diciannove anni. Nonostante la giovane età, Alice è vicepresidente della I Commissione del Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana e coordinatrice provinciale per Firenze del comitato giovanile NOstra, per il NO al Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Un impegno nel mondo politico importante a dispetto della sua età molto giovane, a sottolineare il grande avvicinamento ed impegno che molti under 30 in questi ultimi tempi stanno avendo nei confronti del mondo della politica. Abbiamo parlato con lei, per capire come è nata la sua passione per la politica e per capire le ragioni del No al taglio dei parlamentari:
Quando è nato l’interesse per la politica? Mi sono sempre interessata alla politica. L’ho sempre definita una vocazione vera e propria. Mi informo tanto e cerco di essere sempre sul pezzo per cambiare le cose. Fin da piccola, ho sempre cercato di capire come funzionasse il mondo, e l’interesse è cresciuto quando mi sono resa conto che ciò che non funzionavano della società che mi circonda potevo cambiarlo grazie ad un mio impegno vero e proprio. La prima occasione che ho colto è stata quella del Parlamento Regionale degli Studenti, accessibile tramite la scuola e rivolto ai ragazzi del triennio.
Quando si pensa al mondo della politica o comunque di impegno politico, si pensa ad un mondo popolato da persone grandi e con molta esperienza. C’è posto secondo te in questo mondo per altri giovani come te? Al momento no, però spero che nei prossimi anni (e non decenni) cambi la situazione. Per come la vedo io i problemi che ci sono non dipendono esclusivamente da un pensiero politico di destra o sinistra, ma da chi è in parlamento o in politica da tanti anni e si è allontanato dalla realtà in cui vivono le persone. In questo senso è necessario un ricambio generazionale. Anche se reputo che comunque a 19 anni siamo ancora acerbi per il mondo polito, e per quanto mi riguarda penso che aspetterò almeno la conclusione del mio periodo universitario per intraprendere una eventuale carriera politica.
Vicepresidente della I Commissione del Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana, ora coordinatrice provinciale per Firenze del comitato giovanile NOstra, per il NO al Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: due giri molto diversi che però ti vedono protagonista con due ruoli molto importanti. Come hai fatto ad entrarci? Qual’è stato il tuo percorso? Il posto nel Parlamento degli Studenti l’ho ottenuto con le votazioni scolastiche. Oltre a questo, proprio per il mio interesse crescente, ho creato un gruppo su WhatsApp dove altri giovani come me condividono la loro passione e le loro idee. Lì ho conosciuto il coordinatore di NOstra per la città di Genova, e gli ho chiesto se conosceva il coordinatore fiorentino: la mia idea era quella di contattarlo e creare, insieme ai sostenitori del si, un progetto da proporre al Parlamento Regionale degli Studenti per per informare sui motivi del si e del no. Quando l’ho contattato mi ha detto che si era dimesso, e trovando il posto vacante ho deciso di propormi. E da lì è partita questa nuova avventura.
“Uno spazio aperto e trasversale che nasce per lottare contro il taglio dei parlamentari sostenendo il NO al referendum costituzionale. Per difendere la democrazia e le istituzioni repubblicane. E rendere i giovani protagonisti di questa battaglia storica” questo quello che si legge sulla pagina Facebook di NOstra. Un movimento che quindi nasce e rende protagonisti proprio i giovani, troppo spesso messi al margine del mondo politico. I giovani non è che si disinteressano e di conseguenza si auto mettono in disparte e subiscono le scelte politiche: spesso purtroppo non hanno gli strumenti per comprendere ed agire, e questi strumenti dovrebbe darli la scuola. Quello che vedo però è anche che il singolo, preso da solo, abbia poca voce. Insieme invece abbiamo dimostrato, come durante i fridays for future, che noi ragazzi non solo ci interessiamo a quello che succede intorno, ma che tutti insieme riusciamo ad essere ascoltati. Credo che l’esigenza di noi giovani sia ora questa, quella di esporre le nostre idee e le fare in modo che diventino realtà.
Arriviamo al referendum: la tua posizione è chiara, come quella di molti ragazzi che stanno aderendo al vostro comitato. Come mai? Sembra che solo i più giovani si rendano conto di quanto sia sbagliato questo referendum. Come ho detto in più di una occasione, la riforma è scritta veramente male, e non serve essere dei costituzionalisti per capirlo. Anche perché reputo che il problema non sia la riforma in sé, ma il tagliare la rappresentanza. Questo secondo me è uno dei punti cardine del perché si deve votare No: la rappresentanza verrebbe diminuita, un taglio senza niente dietro di persone che ci rappresentano. Sento tante le persone che dicono, guardando quello che gli succede intorno, che “non mi sento rappresentato”. Ecco, con questo taglio verrebbero ancora meno rappresentate. E credo sia proprio sbagliato il concetto di taglio: andando a logica, quando venne scritta la nostra costituzione, vennero previsti un totale di deputati e senatori pensati su un numero di cittadini italiani che era vicino ai 45 milioni di persone. Ora siamo di più sessanta milioni, e per come la vedo in proporzione i parlamentari, che devono rappresentarci, sono anche pochi. Ma poi ci sono anche altri più tecnici: il famoso risparmio sul bilancio pubblico è effettivamente dello 0,007 del bilancio pubblico: non è un guadagno così importante che a nostro avviso valga il taglio della democrazia.
Andrea Pelosi
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 agosto 2020




1 commento
Già da giovane cerca di avere più possibilità di essere eletta lasciando più seggi.. Una bella visione del futuro, il suo… Cosa vuol dire non essere rappresentati se ci sono meno parlamentari? Qualcuno mi spiega come FINO AD OGGI ci hanno rappresentato?