MUGELLO – Il Tar ha deciso di accogliere il ricorso presentato dall’associazione Unione regionale cacciatori Appennino – Urca contro la delibera di Giunta regionale della Toscana che prevedeva l’abbattimento di femmine e piccoli di capriolo. Il provvedimento era stato deciso per far fronte ad una situazione considerata insostenibile dall’agricoltura locale per la sovrappopolazione di questi animali che danneggiano le coltivazioni, in particolare modo quelle del settore vitivinicolo.
Critiche alla sentenza del Tar arrivano da Confagricoltura Toscana: “Questi animali mangiano sia i germogli delle viti che i frutti creando danni di milioni di euro. Non si tratta solo di registrare una diminuzione della quantità di vino, i viticoltori sono privati in questo modo, di un prodotto che non è replicabile senza considerare i danni strutturali perché le piante private dei germogli vanno in sofferenza. Troviamo singolare che il ricorso al Tar sia stato promosso non dal mondo ambientalista, ma da Urca, un’associazione del mondo venatorio, che ha interessi nella commercializzazione della carni degli ungulati selvatici e non certo impegnata nella difesa dell’ecosistema”
La misura regionale ha visto forti perplessità e contrarietà soprattutto da parte dei cacciatori di selezione in quanto avrebbe previsto un prelievo estremamente forte di questi animali e, per alcune zone, avrebbe mirato addirittura alla loro completa eradicazione. Anche tra gli agricoltori, in verità, si fa notare che almeno in alcune aree, come il Mugello, le popolazioni di caprioli si sarebbero ridotte naturalmente per la crescente attività di predazione del lupo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 agosto 2018






