
MADAGASCAR – Altri occhi ed altre orecchie hanno visto e sentito, altre mani hanno abbracciato, qualche giorno fa in Madagascar, ciò che avrebbe voluto vedere e sentire e abbracciare Sofia Giovannetti, la giovane sampierina scomparsa l’anitiviglia di Natale di tre anni fa in un tragico incidente stradale.

Marco e Silvana, genitori di Sofia, all’indomani della morte della figlia, promossero in sua memoria una raccolta fondi finalizzata ad alcuni interventi ad Antananarivo a testimonianza di un viaggio in Madagascar rimasto tra i progetti della giovane.
Tra le opere portate a compimento in tempo record il “Parco di Sofia”, area giochi per i ragazzi di una desolata periferia urbana della popolosa città malgascia.

Nei giorni scorsi Marco Giovannetti insieme a Virna Lisi in rappresentanza dell’associazione mugellana Dankie Onlus, promotrice di vari interventi in Madagascar, sono volati nell’isola africana per vedere quanto realizzato, ascoltare le testimonianze di gratitudine delle comunità benificiate ed abbracciare i bambini che trovano accoglienza negli spazi della missione delle Piccole Suore Missionarie della Carità di Don Orione: nella scuola, nella mensa e negli spazzi annessi, tra i quali il frequentatissimo “Parco di Sofia”.
“Ad Antananarivo siamo stati ricevuti dalle suore orionione come ospiti davvero speciali” commenta Marco Giovannetti, appena rientrato in Italia. “Vedere il parco di Sofia è stato per me un momento molto emozionante. Ho toccato con mano quanto l’amore di tanti amici mugellani di Sofia ha fatto nascere qui in Madagascar.”
Ma il viaggio di Sofia ha portato Marco e Virna a visitare anche vari altri luoghi di intervento dell’associazione Dankie: una piccola ma attrezzata maternità che serve una vasta zona rurale, le scuole elementari e medie a Mandiavato, quelli superiori e professionali a Moramanga.
“Posti raggiungibili a fatica con una jeep – spiega Marco – in cui vivono comunità in condizioni di povertà incredibile, ma che ci hanno accolto con la ricchezza di un impressionate calore umano”.
Durante queste visite l’infaticabile Suor Egiptienne, responsabile della congregazione religiosa, ha parlato ai rappresentanti di Dankie Onlus di vari altri progetti che le suore hanno in programma e che l’associazione mugellana valuterà per ulteriori contributi.
“Questo viaggio mi ha proposto molti motivi di riflessione sullo stile di vita della società in cui viviamo. Spesso siamo affannati alla ricerca del superfluo, mentre qui basta poco per far nasce un sorriso, come dimostrano i bambini che ogni giorno frequentano il Parco di Sofia.”
Marco e Virna sono rientrarti in Italia, ma il viaggio che Sofia non ha potuto iniziare. prosegue nel suo nome. Nei volti e negli occhi di quanti frequentano il “suo” parco, il più bel segno di speranza che il desiderio incompiuto di Sofia ha lasciato in eredità.
Fabio Berti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Novembre 2023



