
MUGELLO – Edoardo Fanucci, 39 anni, commercialista, già parlamentare nella XVII legislatura, è il candidato della lista Azione – Italia Viva alla Camera dei deputati nel Collegio toscano di Prato, Pistoia e Mugello.
Se permette, direi di cominciare questa intervista da casa nostra. Può indicare qualche esempio concreto di opere strutturali da realizzare nel territorio del nostro collegio e nel Mugello in particolare? Le grandi pale eoliche in Mugello sono state al centro di inutili polemiche pseudo ambientaliste. Siamo favorevoli e la riteniamo un’opera necessaria e strategica. L’esempio di Firenzuola, dove le pale eoliche funzionano senza creare alcun problema, dimostra che sia possibile coniugare sviluppo e sostenibilità. Ormai sono parte integrante del paesaggio. A questo proposito, esiste una parola d’ordine: compensazioni. I mugellani dovranno pagare di meno le bollette ed avere più servizi. Chi ospita nuove infrastrutture energetiche, come le pale eoliche, deve averne vantaggi tangibili ed immediati. Così facendo diventa un modello virtuoso da imitare e promuovere.
Poi per il Mugello è in cantiere un’idea di grande suggestione: costruire una comunità energetica tra le più importanti, anche dal punto di vista simbolico, del centro Italia. Vogliamo sviluppare il nostro territorio con infrastrutture essenziali come la terza corsia autostradale dell’A11 con tutte le opere infrastrutturali connesse. Siamo favorevoli all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, alll’hub del tessile a Prato, e ai pannelli fotovoltaici e al mini eolico con procedure semplificate (introducendo il silenzio assenso), penso soprattutto alla zona di Pistoia dove è fortissima la presenza del vivaismo.
Ma c’è di più …
A cosa si riferisce? Altri spunti locali? Valorizzare il lago di Bilancino, un’area da proteggere, valorizzare e rilanciare. Anche e soprattutto dal punto di vista turistico. Le eccellenze culturali, enogastronomiche e produttive di questa terra ritengo che potranno trovare in questo luogo un punto di riferimento tanto forte quanto sentito, dalla Toscana tutta. Inoltre, sosterremo con forza e convinzione il potenziamento della centrale idroelettrica di Dicomano. Un’opera necessaria e di grande interesse per l’intera comunità.
Passiamo alla politica nazionale. La nascita dell’alleanza fra Calenda e Renzi, Azione e Italia Viva, sembra essere avvenuta in modo frettoloso. Che fine farà dopo il 25 settembre? Renzi e Calenda hanno messo da parte ogni personalismo per mettere al centro le idee. Azione e Italia Viva hanno la stessa appartenenza europea – Renew Europe , un progetto politico del presidente francese Emmanuel Macron -, la stessa visione sul futuro del Paese, gli stessi progetti di governo. E lo stesso giudizio sull’esperienza di governo di Mario Draghi: siamo stati gli unici a volerlo fin dall’inizio e sostenerlo fino alla sua sciagurata caduta, causata dai 5 stelle in combutta con Lega e Forza Italia. Dopo il voto del 25 settembre questo progetto di un partito a forte vocazione riformista, si strutturerà e consoliderà in tutta Italia.
Si dice, soprattutto da sinistra, che votare il Terzo Polo è un voto che non serve e si invitano gli elettori al cosiddetto voto utile. Voi come rispondete? Agli elettori diciamo di non farsi ingannare: in discussione non è una scelta fra centrodestra e centrosinistra, perché i poli che si affronteranno sono quattro e perché il centrodestra e il centrosinistra non esistono più: esiste uno schieramento di destra sovranista e uno di sinistra che ha abbracciato tematiche demagogiche e populiste. Gli altri partiti parlano solo per slogan, votarli è inutile. Il voto utile è a chi indica soluzioni e spiega come le vuole raggiungere: il vero voto utile è a noi. Contrariamente ai nostri avversari, non facciamo generiche e irrealizzabili promesse elettorali. Il nostro non è un libro dei sogni bensì un programma di governo riformista. Merito, doveri insieme ai diritti, pragmatismo, serietà.
A proposito di programma, parliamone. Quali sono i punti principali? I punti cardine del programma elettorale del Terzo Polo sono le opere strutturali, il capitolo giovani, la sanità. Il capitolo infrastrutture. Noi siamo il partito dei ‘sì’, dello sviluppo strutturale e infrastrutturale, nel rispetto dell’ambiente ma non di un vecchio ambientalismo ideologico. Per i giovani devono essere attivate politiche per favorire l’occupazione, in un rapporto più stretto e proficuo fra il mondo della scuola e quello del lavoro, puntando sulla formazione post scolastica e non su misure di puro assistenzialismo, come il reddito di cittadinanza. Sulla sanità nessuna forza politica nega di voler lavorare per migliorarla. Sono solo parole però perché nessun partito, a parte noi, è favorevole ad investire con il MES sanitario e utilizzare i 37 miliardi di euro. Dopo la gravissima crisi pandemica e lo stress al quale è stato sottoposto il nostro sistema sanitario, è assurdo rinunciare a quest’opportunità. Qualcuno ve ne parla?
La grave crisi energetica internazionale alla quale faceva anche lei riferimento prima, con i conseguenti rincari delle bollette, rischia di presentare un conto salatissimo nell’ormai prossimo autunno. Come pensate di affrontare questa vera e propria emergenza? In più direzioni: serve anzitutto un intervento urgente e straordinario per destinare risorse a cittadini e imprese: in questa direzione Carlo Calenda aveva lanciato la proposta di una interruzione brevissima della campagna elettorale e della convocazione del Parlamento per decidere, tutti assieme, in questa direzione. Gli altri partiti hanno ironizzato ma il prossimo Parlamento dovrà farsene immediatamente carico. Poi serve la definizione di un tetto al costo dell’energia e del gas a livello europeo e, infine, si deve procedere con la realizzazione di rigassificatori, siamo gli unici ad aver sempre detto sì a quello di Piombino, e termovalorizzatori. In Italia abbiamo ridotto le estrazioni di gas, a partire dal 2001, dell’80% per motivazioni puramente ideologiche. Dobbiamo smettere di dire di ‘no’ a tutto e dobbiamo renderci più autonomi per la fornitura di gas dalla Russia per l’oggi e per il domani.
Strettamente collegato al problema delle fonti energetiche c’è quello della guerra di aggressione della Russia all’Ucraina. Qualcuno inizia a dubitare della bontà delle sanzioni europee alla Russia, sul fatto che funzionino davvero. Voi cosa pensate? Se le sanzioni non funzionasse Putin non si lamenterebbe. Più si lamenta più la misura è corretta. Noi dobbiamo andare avanti decisi sulla linea delle sanzioni e della fermezza contro l’aggressione criminale del dittatore del Cremlino e al tempo stesso porre rimedio ai problemi che ne derivano. I costi delle sanzioni qui da noi hanno un peso, che pagano famiglie e imprese. Ma, sia chiaro, togliere le sanzioni non avrebbe effetti sul costo del gas, le sanzioni non sono in discussione. Dietro chi lo afferma si nascondono simpatie per quel regime, peraltro non di oggi. Noi siamo da sempre europeisti e atlantisti e il sostegno all’Ucraina è un elemento indiscutibile di chi sta nel nostro campo.
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© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 Settembre 2022





