
BORGO SAN LORENZO – “Sono immobili che non hanno più alcuna utilità pubblica e che sono in uno stato di manutenzione talmente cattivo, che non solo non servono ma se anche servissero occorrerebbero tanti, troppi soldi per rimetterli a posto. Per questo conviene venderli”: lo dice Claudio Boni, assessore comunale al Patrimonio che spiega così la logica che ha portato l’amministrazione comunale borghigiana a stilare un fitto elenco di beni che si vogliono alienare.
Ecco l’elenco completo:
Claudio Boni insiste sulla necessità e l’inevitabilità della vendita: “Queste scuole sono abbandonate da anni e non avremmo comunque nemmeno i fondi per recuperarle ad altri usi. A Faltona è cresciuto un albero all’interno, il tetto è crollato. A Polcanto, dove c’era una casa famiglia per minori, la struttura è da tempo abbandonata. E l’ex-asilo di Sagginale, uno degli immobili più belli ha comunque necessità di un intervento antisismico. Non possiamo tenerle, per tenerle vuote”.

Va notato che le ex-scuole in elenco è da quasi un decennio che si cerca di venderle, ma invano.
Poi ci sono gli appartamenti: quello di Rabatta il comune lo aveva dato in comodato gratuito all’Asl, in uso al servizio psichiatrico, ma l’Asl ora lo ha restituito. E poi c’è la “Casa di Pietro” a Luco: “un immobile bello – dice l’assessore -, ma inagibile”.
E’ per questo che i prezzi sono davvero stracciati: sia per le condizioni mediocri degli immobili, sia per adeguarsi a un mercato edilizio coi prezzi in picchiata. “La situazione dell’edilizia è quella che è – commenta Boni – abbiamo riportato i valori all’attuale mercato”. Per l’ex-scuola di via don Minzoni – per il quale in passato lo stesso assessore aveva annunciato l’interesse da parte di privati pronti ad acquistarlo e a farne residenze ed uffici – il comune ha chiesto una stima a un tecnico esterno: “Abbiamo voluto dare la massima garanzia di trasparenza – dice Boni – la stima è arrivata pochi giorni fa, per un milione e 24 mila euro”.

Certamente il calo dei valori attribuiti agli immobili è notevolissimo. Forse è per la eccessiva valutazione data in passato che finora tutto era rimasto invenduto. In verità il comune qualche altra leggerezza l’aveva fatta. Anni fa, si parla della precedente amministrazione, aveva fatto sì l’elenco degli immobili da alienare, ma poi in molti casi non aveva neppure adeguato la destinazione urbanistica – ed è difficile vendere una ex-scuola mantenendole la funzione scolastica senza modificarla in residenziale -: così Faltona per due volte fu messo all’asta, ma non si presentò nessuno. E in molti casi le aste non sono state neppure fatte.
Si diceva dei valori ora assai abbassati. Il prezzo è stato più che dimezzato. Nel 2009 l’ex-scuola di Polcanto la giunta Bettarini l’aveva valutata 300 mila euro, nel 2012 si era scesi a 240 mila, e ora siamo a 100 mila euro. Per Faltona il comune all’inizio voleva ricavare 412 mila euro, poi calò a 302.500 euro adesso il costo è sceso a 202 mila euro. Ancor più drastico il taglio dato al valore della ex-scuola di via don Minzoni nel capoluogo: quando la si mise in vendita la prima volta (ma mai è stato fatto un bando di asta), era il 2009, si sparò la cifra di 2 milioni e 100 mila euro. Poi si calò a un milione e seicento mila, e nell’ultimo prospetto approvato dalla giunta Omoboni, ci si accontenterebbe di 850 mila euro. Intanto, sul piano urbanistico, ora tutto è regolare, con la destinazione d’uso opportunamente modificata.
Vedremo così se stavolta, quando saranno pubblicati i bandi per la vendita, il comune avrà migliore fortuna, e potrà mettere in cassa quel milione e ottocentomila euro preventivati…
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 marzo 2017



