SCARPERIA E SAN PIERO – Appena sessanta giorni, e corri il rischio di sprofondare in un vuoto di memoria. Giandomenico Iannucci era uno dei medici del comune di Scarperia e San Piero a Sieve. Se n’è andato il 2 di aprile. Due settimane di terapia intensiva a Careggi non gli hanno salvato la vita. Il Coronavirus è stato più forte della scienza, dei suoi polmoni, della sua voglia di vivere. Ne hanno parlato i giornali, le tv, uno dei tanti ‘eroi’ che al tempo del dolore non hanno abbandonato il campo. Sì, perché c’è stato anche chi ne ha approfittato, del virus intendo. Vendendo mascherine a prezzo maggiorato, assentandosi dal posto di lavoro in prima linea, immaginando guadagni spropositati proprio grazie alla pandemia. Rischiamo di ricordarci dei secondi e di dimenticare i primi, questo il problema. Eroi per un giorno, e poi via ora che riparte il campionato. A fare i conti col dolore resta la famiglia, e Dio non voglia che un accidente burocratico, una postilla contrattuale o, che so, una diatriba tra avvocati o una ghirigoro previdenziale non rendano quel dolore più acuto, più ingiusto, davvero insopportabile.
Quanto meglio la giustizia senza altri aggettivi di una pagina solenne che sbiadisce il giorno dopo.
Riccardo Nencini
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 giugno 2020





1 commento
Ho adoperato spesso l’isola eco di Rabatta e mi sembrava una cosa che funzionasse. Possibile che le cose buone da noi non durino?