
SCARPERIA E SAN PIERO – Mercoledì 12 Agosto è scomparsa Gigliola Galeotti, nata a Firenzuola nel ’50 e vissuta a Borgo San Lorenzo prima di trasferirsi, dal 1971, a San Piero a Sieve. Un evento prematuro e inaspettato l’ha strappata all’affetto dei suoi cari: il marito – Renzo Dallai – le figlie – Francesca e Natalia – , i cinque nipoti – Benedetta, Cristiano, Diletta, Andrea, Lorenzo – ed i parenti tutti.
Gigliola era una donna semplice, buona e molto apprezzata per le sue qualità. Arrivata a San Piero giovanissima, appena sposata, ha lavorato fino al 2002 nella lavanderia di famiglia, “La Rapida”. In molti la ricordano ancora intenta a stirare, il viso luminoso e sereno, nei locali davanti all’allora bar Turismo. Con il marito, era bene inserita nella comunità e nella vita della parrocchia.
Dopo le esequie, celebrate sabato 22 Agosto nella pieve di San Pietro, il dolore dei familiari è ancora fortissimo, alleviato soltanto dal fatto di essere molto uniti e dalla vicinanza di amici e conoscenti. Lo si è potuto leggere nei loro occhi, anche dei nipoti più piccoli, a testimonianza dell’amore che li legava alla nonna. Un amore disinteressato, di chi mette al primo posto gli altri e poi se stessi, di chi dalla famiglia trae il proprio nutrimento, per poi moltiplicarlo a piene mani. Un amore che si manifestava con piccoli ma significativi gesti: gli abbracci sinceri, i baci affettuosi, la preparazione del pranzo della domenica, dove tutti accorrevano non per obbligo, ma per il piacere di stare insieme. E poi le parole gentili, sempre pronte a riconoscere a ognuno il giusto valore.
“Eravamo felici e lo sapevamo”, è questa la frase che le figlie si vanno ripetendo, e non ce ne potrebbe essere un’altra più eloquente per descrivere la sofferenza, ma anche la consapevolezza di quanto le loro vite fossero arricchite da tanto affetto. Una frase che ci fa riflettere, perché spesso diamo per scontati i tesori che possediamo, concentrandoci su quello che manca, sui piccoli, insignificanti difetti.
Renzo, il marito, è certo che un giorno si ritroveranno e che il loro già lungo cammino terreno, mano nella mano, potrà continuare per sempre.
I nipoti, dimostrando grande maturità affettiva, hanno dedicato alla nonna pensieri di gratitudine per aver ricevuto da lei tanti insegnamenti concreti su cosa sia l’Amore vero. Ora, mentre la vita inesorabilmente continua, quel nido costruito con dedizione e volontà ha subìto un duro colpo, privato di un’essenza vitale. Ci vorrà del tempo, ma la speranza è nel trovare, insieme, la forza per far sì che sboccino ancora tanti fiori da quei semi che Gigliola non ha mai smesso di piantare.
La famiglia, nel ricordo di Gigliola, vuole rivolgere anche alcuni ringraziamenti alle persone che hanno accolto e in qualche modo reso più sopportabile il loro dolore:
–don Daniele Centorbi, pievano di San Piero a Sieve, e don Maurizio Pieri, pievano di Vicchio,
per la consolazione cristiana delle loro parole;
-il Prof. Antonio Taddei, dell’AOU di Careggi, per il suo aiuto, professionale quanto amorevole;
-i parenti, gli amici, i conoscenti e tutti coloro che gli sono stati vicini.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Settembre 2026



