
SAN GODENZO – Domenica 2 luglio al Centro Visita del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si e tenuto l’evento d’inaugurazione dei “Trekking Urbani” a Il Castagno D’Andrea.
Alla presenza del sindaco di San Godenzo, Emanuele Piani, del Presidente, Luca Santini, del Parco Nazionale, dei presidenti di numerose associazioni locali e di Carlo Visca, titolare della ditta individuale Giropoggio che ha contribuito alla progettazione e alla realizzazione grafica dei percorsi che attraversano la piccola frazione.
I numerosi presenti per l’occasione hanno seguito con interesse i vari interventi che hanno sottolineato l’importanza di azioni come queste per valorizzare le comunità e i popoli che abitano le aree interne, ancora troppo marginali rispetto al loro valore come presidi nevralgici per la lotta ai cambiamenti climatici e per il mantenimento dei territori montani.
Questi piccoli borghi e le loro frazioni conservano ancora intatti luoghi ricchi di biodiversità e di ambienti naturali incontaminati. aree che offrono servizi ecosistemici oggi di grande valore economico. Le autorità amministrative hanno sottolineato che le popolazioni appenniniche richiedono un’attenzione particolare da parte della politica centrale in quanto presidi necessari per la gestione delle aree montane.
L’obiettivo principale è di portare avanti azioni conservative ma al tempo stesso capaci di fermare il fenomeno dello spopolamento a cui sono soggette. E’ una sfida decisiva quella di permettere agli abitanti della montagna di comprendere la ricchezza delle proprie tradizioni, della cultura e della qualità ancora molto alta della produzione alimentare locale. Sia il Sindaco di San Godenzo sia il Presidente del Parco hanno sottolineato il loro impegno nel cercare risorse per sostenere gli investimenti necessari al miglioramento dei servizi fondamentali quali la sanità, i trasporti, le comunicazioni ancora poco presenti in queste aree marginali.
Il progetto “Trekking Urbani” che nasce dalla comunità di Il Castagno D’Andrea è un esempio di buona pratica da esportare nei tanti borghi, che attraverso questo strumento possono “riscoprire” quelle memorie antiche utili a rafforzare il processo identitario delle popolazioni presenti sulla dorsale appenninica e più in generale nei piccoli borghi. Attraverso racconti, incontri e scambi tra gli abitanti e la cittadinanza attiva locale, è nato un modello di cooperazione e di solidarietà che ha permesso di creare punti di interesse, brevi soste inserite negli itinerari, che possono richiamare quel genere di turismo e di visitatori curiosi di “vivere” i luoghi nella loro autenticità e di conoscere storie e leggende locali.
Un consiglio per tutti è quello di andare nel Comune di San Godenzo per conoscere questa piccola frazione e scoprirla passeggiando lungo i diversi percorsi creati. Da oggi, può capitare di incontrare persone del luogo e chiedere loro racconti che si legano alle storie e alle immagini distribuite lungo tutto il Paese.

Gli itinerari, brevi, sono quattro: il trekking blu dedicato al borgo, il trekking marrone dedicato alla filiera produttiva del Marrone del Mugello, il trekking rosso dedicato alla memoria storica dei tristi eventi avvenuti durante l’occupazione nazifascista e il trekking verde che ci porta sopra l’abitato in un’area residenziale molto curata e ricca di panorami.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Luglio 2023



