MUGELLO – Giampiero Giampieri propone una propria riflessione sull’AI, evidenziandone i rischi e i limiti. Le centrali del potere e del profitto vogliono che per tutto si dipenda dall’intelligenza artificiale. Ma è meglio non fidarsi…
Non si fa che parlare di Intelligenza Artificiale. Le centrali del potere e del profitto la accreditano come un decisivo balzo in avanti verso le “magnifiche sorti e progressive”. Attraverso mille astuzie si cerca di indurre dipendenza: dalla creazione di testi, di immagini, alla soluzione quasi magica di tanti problemi che affliggono le persone. Si arriva persino a farne un soggetto che possa arrivare a lenire anche le carenze affettive attraverso una sua discreta vicinanza. Eppure la scena delle persone, ormai molto numerose, che attraversano la strada guardando il cellulare dovrebbe pur insegnarci qualcosa!
L’inganno decisivo è quello di chiamare intelligenza un qualcosa che non ha coscienza di sé né libero arbitrio. Potrà mai una persona priva di questi due requisiti costitutivi essere definita intelligente? Ci troviamo di fronte a una “macchina” capace di elaborare con finezza e grande velocità che certamente può essere di grande aiuto, ma guai a farne un idolo al quale sottometterci.
Eppure è proprio questo l’obiettivo che si cerca di raggiungere per estendere il dominio da parte dei forti che vogliono essere ancora più forti. Non a caso il gran parlare di Intelligenza Artificiale coincide con una fase di sgretolamento della democrazia e concentrazione, anche individuale, del potere. Ci viene chiesto di fidarci di certe tecniche, di certe regole, di certi obiettivi, ma non ci viene chiesto di partecipare alla loro individuazione e alla loro elaborazione. La persona che vuole crescere in umanità anche attraverso la ricerca del bene comune – tra l’altro è questo lo spirito della nostra Costituzione – è considerata il nemico da parte di questi signori.
Tolleranti con la guerra e intolleranti con tutto il resto: questo è il dogma di moda! Ma non vincerà! Il culmine dell’umanità che è l’amore è più forte, e come il filo d’erba che spunta perforando l’asfalto, si manifesterà nelle persone disponibili ad accoglierlo. E ci si sentirà riavere!
Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 febbraio 2026





