
MUGELLO – Il pisello, nome scientifico: Pisum sativum, è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle leguminose, originaria dell’area mediterranea orientale. La pianta è coltivata per i suoi semi, consumata come alimento o utilizzata come alimento per il bestiame, in quanto è una pianta ricca di amidi e proteine (dal 16 al 40%). Assieme ad alcuni cereali e ad altre leguminose, il pisello fu una delle prime specie domesticate dall’uomo quando, circa 8000 anni fa, nella regione della Mezzaluna Fertile. Resti sia di piante selvatiche, sia di piante coltivate, sono stati trovati in numerosi siti archeologici del Neolitico. In seguito, la coltura si è diffusa verso ovest in Europa e verso est sino all’India. I piselli secchi, facili da conservare, costituivano nel Medioevo una delle principali risorse alimentari delle classi povere e verso la fine del XIV secolo, alla corte dei Medici fu selezionata una varietà nana da consumare fresca, i cosiddetti “piselli novelli”.

Il pisello è una pianta erbacea rampicante annuale, costituita da un apparato radicale a fittone, potendo raggiungere una profondità di un metro in condizioni di suolo favorevoli. Le radichette di 2º o 3º ordine presentano delle nodulosità, sedi della azotofissazione (processo biologico che permette all’azoto di fissarsi nel terreno). Il fusto, poco ramificato, di lunghezza variabile da 50 cm a 2 m, sino a 3 m nelle varietà foraggere è cavo, a sezione cilindrica, si arrampica aggrappandosi ai supporti per mezzo dei viticci delle foglie. Si caratterizza per un certo numero di nodi, di cui i primi sono puramente vegetativi, cioè emettono solo foglie o ramificazioni, e i successivi riproduttivi cioè che producono fiori. Le foglie, opposte, sono composte da uno a quattro paia di foglioline sessili, opposte, che terminano in un viticcio semplice o ramificato. Le foglioline sono intere, la loro misura può variare da 1,5 a 6 cm di lunghezza.

I fiori, compaiono all’ascella delle foglie, solitari o raggruppati in racemi formati da due o tre fiori. La corolla generalmente di colore bianca, conta cinque petali. La fecondazione è principalmente autogama ovvero effettuata da insetti. L’impollinazione cleistogamia (avviene prima della apertura del fiore), facilita la selezione di linee genetiche pure e il mantenimento di varietà stabili, proprio per questo il seme raccolto può essere riseminato a sua volta.
Il frutto è un baccello deiscente in fase di maturazione di morte, ovvero al momento della morte il baccello si aprirà facendo cadere i semi a terra per germinare nuovamente. In genere il baccello viene raccolto prima che arrivi alla maturazione di morte, ma i, caso contrario, per evitare che il seme vada perso è consigliabile mettere delle reti sottostanti in modo da recuperare i semi. La lunghezza può variare da 4–15 cm, contenente da 2 a 10 semi tondeggianti lisci o rugosi, di 5–8 mm di diametro. I baccelli presentano differenze morfologiche secondo le varietà; la loro forma generale è dritta o più o meno arcuata, con estremità più o meno affilate o tronche. Presentano generalmente una membrana sclerificata, detta pergamena, che è assente in alcune varietà. Il loro colore è generalmente verde.

Il pisello coltivato è una pianta di clima temperato fresco e relativamente umido. È meno sensibile al freddo dei fagioli e può germinare a partire da +5 °C. Le giovani piante (prima della fioritura) possono sopportare le gelate, ma i fiori possono essere danneggiati da esse. La temperatura media ottimale di crescita si situa tra 15 e 19 °C. Oltre i 27 °C, lo sviluppo vegetativo e la impollinazione rischiano di essere compromessi. Inoltre il pisello è leggermente sensibile al fotoperiodo ovvero la fioritura è stimolata dall’allungamento delle giornate, proprio per questo i mesi ideali per la semina di questa coltura sono Ottobre e Novembre.

Il terreno ideale per la semina deve essere a medio impasto, drenante, sciolto e areato. Il ciclo vegetativo dei piselli è di circa 140 giorni per le varietà primaverili, potendo scendere a 90 giorni per le varietà ultra-precoci e a 240 giorni per le varietà invernali. Per quanto riguarda la nostra esperienza, la classe IV i nel mese di Ottobre 2021 ha seminato due file di cultivar di pisello nano, ad una distanza di: circa 35 cm (tra una fila e l’altra), 7 cm tra pianta e pianta. La scelta di questa varietà è dovuta la fatto che essendo una coltura con uno sviluppo vegetativo in altezza di circa 40 cm, si presta ad essere più gestibile soprattutto se fatta in serra. Il numero totale di piante per fila è stato di 15, per un totale di 30 piante.
La semina è stata effettuata in ambiente protetto ovvero all’interno della serra, nella quale oltre ad avere un terreno di medio impasto e molto sciolto (ideale per la coltura del pisello), per facilitare la sua radicazione e germinazione abbiamo aggiunto della torba (ovvero un terriccio ricco di materia organica), avevamo anche a disposizione l’impianto di irrigazione a goccia. La raccolta è avvenuta a Febbraio 2022, dopo un ciclo vegetativo durato circa 140 giorni, la produzione lorda finale è stata di circa 10 Kg di seme di pisello.

NOTA IMPORTANTE: Per la coltura del pisello non è necessaria la Letamazione, in quanto andrebbe a “disturbare” il fenomeno di azotofissazione, il che comporterebbe ad una minore produzione.
Mugello nell’orto – 4^ I Istituto Giotto Ulivi Borgo San Lorenzo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Maggio 2022



