
VICCHIO – Credevamo che le diatribe nel Pd di Borgo San Lorenzo fossero il massimo dell’immaginazione. Con spaccature profonde e con la pretesa della sinistra del Pd locale di abbracciare quei gruppi di sinistra che in questi cinque-dieci anni hanno fatto opposizione dura alla giunta Pd, e preferendo puntare il dito contro quella giunta espressione del proprio partito.
Ma a Vicchio son più bravi che a Borgo San Lorenzo, non c’è dubbio. A far casino. Dopo cinque anni di amministrazione di centrosinistra a guida pd, il giovane segretario Francesco Tagliaferri, schleiniano di ferro, sostenuto dal direttivo, decide non solo di aprire un tavolo con le opposizioni di sinistra e Cinque Stelle, ma di accompagnare alla porta il sindaco uscente Filippo Carlà Campa, pure lui pd. Nonostante che questi sia al primo mandato e non abbia combinato chissà quali guai in questi primi cinque anni.
Sicuramente Carlà Campa non avrà fatto tutto bene, talvolta ha dimostrato atteggiamenti tranchant e un po’ disinvolti, ma che il suo stesso partito stia creando le condizioni per dargli il benservito anzitempo, sfugge alla comprensione di noi poveri mortali. Anche perché il suo principale cecchino, il segretario Tagliaferri, è stato ed è tuttora il capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale, e in questi cinque anni ha quindi condiviso in toto l’azione amministrativa della giunta Carlà Campa (se poi non l’ha condivisa ma ha alzato lo stesso la manina, questo diventa un problema suo).
A meno che il nostro nuovo “rottamatore” vicchiese non si sia messa in testa un’idea: quella di far lui il sindaco al posto di Carlà. Se così fosse il problema diventerebbe dei cittadini di Vicchio. Perché l’ambizione politica è lecita, ma a tutto c’è un limite.
La vicenda ha già preso una brutta piega. Perché se il Pd di Vicchio afferma che non sosterrà la candidatura di Carlà Campa, e lo fa con un direttivo di poche persone, qualcosa di grave si è già rotto. Forse allora si dovrebbe tirar fuori nuovamente lo strumento delle primarie (che pure hanno dimostrato di essere uno strumento non privo di controindicazioni) e far decidere ai vicchiesi se vogliono Carlà Campa o Tagliaferri o chi per lui.
Altrimenti sarebbe ben strano che il segretario di Vicchio criticasse Borgo – come fa – per non aver voluto le primarie e poi magari si facesse incoronare candidato sindaco da un tavolo a tre, appositamente confezionato.
Paolo Guidotti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Febbraio 2024



1 commento
Io penso una cosa.
La elezione di Elly Shlein a segretaria del PD seguita alle primarie aperte ai non iscritti (aperte soprattutto ai cinque stelle), un effetto l’ha avuto di certo.
Quello di dividere il PD.
Quello che succede a Borgo e a Vicchio in vista delle elezioni riproduce in piccola scala quello che succede, è già successo e succederà a livello nazionale.
La sinistra italiana è maestra di divisioni ma ora, a forza di dividere, siamo alla scissione dell’atomo.
E meno male che un segretario dovrebbe rappresentare l’unità di un partito..