
MUGELLO – Si addensano nubi sempre più nere sulla gestione dei rifiuti in Toscana, e quindi anche in Mugello.
Primo problema grave, quello delle tariffe che stanno lievitando. Conseguenza diretta di una lievitazione dei costi del servizio. I Comuni hanno ritardato nell’approvare il Piano Economico Finanziario 2021 dell’Ato Rifiuti perché quelle cifre erano assai preoccupanti. Portano infatti ad aumenti delle tariffe nei Comuni, che oscillano dal 10 al 40%. Un aggravio impossibile da reggere.
Alla fine si è trovata una via d’uscita, pur temporanea. Se qualche comune – come quello di Vaglia – ha votato contro il piano, gli altri hanno votato sì con un emendamento importante, presentato dal sindaco di Vinci, che blocca gli aumenti fino a un tetto prefissato del 6,60%. Aumento non da poco, in un anno, ma certo inferiore al 20-30% che si era ipotizzato in un primo momento. Il problema comunque non è risolto, ma solo rimandato. Quei salatissimi aumenti sono legati alla crescita dei costi del servizio, e prima o poi andranno pagati, e verranno spalmati sulle tariffe dei prossimi anni.
Il secondo tema, quello di fondo, riguarda i crescenti costi dei servizi. E su questo c’è da registrare un’iniziativa dei quattro comuni del Mugello serviti da Alia, che hanno firmato un duro documento, con richieste precise, indirizzato ad Ato Toscana.
“Il sistema così non regge, dobbiamo fermarci e discutere sulle soluzioni possibili“, ribadisce Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo, che con Filippo Carlà Campa di Vicchio, Federico Ignesti di Scarperia e San Piero, Giampiero Mongatti di Barberino-, ha sottoscritto la lettera ad Ato.
Nel testo si pone una questione politica di rilievo: “Non è accettabile – scrivono i sindaci – che questo incremento, dovuto a una mancata realizzazione della previsione impiantistica, debba essere riversato sulle tariffe a carico dei cittadini”. Perché questo è dunque il problema essenziale: mancano gli impianti per il trattamento dei rifiuti, niente discariche, niente termovalorizzatori.
“Peraltro -nota Omoboni con un pizzico di polemica riferita al sindaco di Vaglia Borchi- rilevo che i costi del servizio vedono anche altri 3 milioni di penali per la mancata realizzazione del termovalorizzatore: chi ha votato contro al termovalorizzatore ne porta la responsabilità, e son costi che ricadono sui cittadini. E noto anche che Borchi al di là del voto contrario al piano cosa ha proposto per uscire da questa situazione? Perché la politica i problemi li deve affrontare e risolvere. E noi oggi abbiamo un grave problema, quello dell’assenza degli impianti. E smaltire costa sempre di più. Votare contro a un piano economico sicuramente problematico può servire per farsi belli e prendersi qualche applauso, ma avrebbe avuto come conseguenza di mandare in tilt tutto e di bloccare il servizio rifiuti. Uno scenario allucinante, che nessun amministratore serio avrebbe potuto avvallare”.
Anche perché, intanto, è crollato il mercato dei materiali riciclabili: il cartone veniva pagato 57 euro a tonnellata, ora soltanto quattro, e lo smaltimento dell’organico è raddoppiato da 48 a 98 euro.
I sindaci mugellani chiedono anche ad Alia una maggiore efficienza dei costi, ma soprattutto, dicono: “Occorre ripensare l’intero sistema e chiediamo formalmente l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la Regione Toscana”. E alla Regione chiedono “un intervento straordinario ed efficace per abbattere i costi previsti nei prossimi anni, privilegiando i Comuni che hanno ottenuto più alte soglie di raccolta differenziata”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 Giugno 2021







2 commenti
Tutta politica per avere voti, vergogna invece di unirsi si becchettano come bimbi all’asilo… E intanto noi cittadini si paga… Per fare una raccolta differenziata si è messo su un castello di sprechi.. Bidoncini, camion nuovi smaltimento dei cassonetti i vecchi e chi ne ha più ne metta… Risultato questo veramente Bravi e noi scemi a votarli non avevano prima visionato il piano e i costi e oneri che comportava?
L’ho già segnalato altre volte su queste pagine. Si tratta di una amara riflessione. Nel Comune in cui abito, Barberino di Mugello, il servizio di Nettezza urbana (prima si chiamava così) veniva svolta a cura dell’Amministrazione comunale. Il bilancio di spesa relativo all’ultimo anno di gestione diretta da parte del Comune, era il 1999 mi pare, riportava un costo globale di circa 950.000.000 di Lire (le vecchie Lire). Poi venne la gestione su “area vasta” affidata a Publiambiente. Nell’anno 2008 (ultimo bilancio che ho avuto modo di consultare) il costo era salito a 1.800.000 di Euro. Nel 2018, anno in cui venne decisa la raccolta “porta a porta” il totale delle fatture di un anno, emesse da Alia, ammontava già a 2.350.000 di Euro. In 17 anni il costo per la “nettezza” è aumentato di circa 5 volte; il 500%!
Gestire le risorse in questa maniera son buoni tutti, ma nel settore pubblico, perchè in quello privato se un’azienda in 18 anni aumenta il prezzo del proprio prodotto di 5 volte chiude i battenti. Ma li chiude ben prima di arrivare ai 18 anni.