
FIRENZUOLA – Sono parole disperate quelle della famiglia del sedicenne che ha accoltellato a morte Fabio Cappai, operaio ventitrenne ucciso a Castel del Rio. La famiglia abita nella zona di Piancaldoli, e il padre ha rotto il silenzio.
Parole di vergogna, pena e delusione per quel figlio che si è rovinato la vita: “Mi dispiace infinitamente per la famiglia che ha perso un figlio – ha commentato il padre in un’intervista al Corriere Fiorentino – e provo dolore per il mio che, a sedici anni, ha fatto qualcosa che non avrebbe dovuto fare. Non avrei mai pensato che potesse compiere un gesto del genere”.
Il ragazzo ha provato a scappare subito dopo l’omicidio, ma è stato rapidamente fermato e portato nel carcere minorile di Pratello, dove ha confessato l’omicidio e confermato la futilità del litigio. Il minorenne, incensurato, ha fatto subito trovare l’arma del delitto, gettata in un fosso in località Valsalva. “E – ha confermato anche ieri – sono pronto per continuare a collaborare con le indagini”. Gli inquirenti, che hanno sentito decine di persone, sono riusciti a ricostruire i rapporti tra vittima e omicida. I due si conoscevano di vista, si erano già incrociati varie volte e, a quanto pare, in passato avevano avuto uno screzio. Molti dubbi ancora sul movente: un litigio dopo una battuta sui capelli rossi di Fabio o qualcosa d’altro? “Ci sono molti punti non chiari”, confida l’avvocato Padovani.
“Mi porterò il peso di questa croce – ha continuato il padre nell’intervista – per tutta la vita. Non so quanti anni dovrà scontare e mi fa malissimo pensare che, a sedici anni, sia buttato lì dentro. Per quanto mi riguarda me non lo abbandonerò e non lo lascerò mai solo. Ma il dolore più grande è per la famiglia che ha perso il proprio figlio, sono dolori atroci: un ragazzo manca ed un altro, a soli sedici anni, è in carcere. Sono morte due famiglie e non ci sono parole per descrivere tutto questo”.
Si vergognano troppo, i genitori, per presentarsi davanti ai familiari di Fabio, vorrebbero incontrarli e chiedere loro scusa ma sanno che il perdono non è facile da ottenere e che le parole sono superflue, di fronte a tanto dolore. E la preoccupazione è anche per gli altri tre figli: “Chissà come faranno a tornare a Castel del Rio. Ci stiamo vergognando tantissimo e quando incontro le persone per strada, anche qua in paese, abbasso la testa, non riesco a sopportare gli sguardi degli altri. È una tragedia che non avrà mai fine, neanche dopo la sepoltura del corpo”. E pensando alla famiglia della vittima: “Ma come si fa ad andare, ora come ora, dai familiari? Stiamo provando troppa vergogna. Noi vorremmo chiedere scusa e incontrarli, ma sappiamo che, giustamente, per loro non sarà facile perdonare. Poi, quali parole potrei usare per chiedere scusa?”
E due giorni fa, lunedì 18 luglio, quasi l’intero paese di Castel del Rio, è sceso in strada per dire addio a Fabio e dimostrare la vicinanza ai suoi genitori. Una fiaccolata che si è conclusa nel luogo della tragedia, in un silenzio assoluto e straziante.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 Luglio 2022




