
MUGELLO – Tempo di mutazioni: scomparso il partito di Grillo, scompare anche il partito nato con Veltroni, l’incontro tra cattolici della sinistra Dc ed ex comunisti. Un risultato a sorpresa la vittoria della Schlein ma, a pensarci bene, nemmeno tanto. Impera ancora il desiderio di cambiamenti epocali dopo le sonore sconfitte alle politiche del settembre scorso, lo stesso schema che ha portato i grillini ad ottenere nel 2018 un terzo dei voti degli italiani e oggi il partito della Meloni al 30%. Insomma, Bartali docet.
Con la Schlein vince la sinistra più radicale anche in Mugello. Un voto ‘nazionale’ prima ancora che locale, non lo leggo come una sconfessione del lavoro fatto dai sindaci, schierati con Bonaccini. Tuttavia qualche riflesso locale lo avrà, probabilmente nella designazione dei futuri candidati a sindaco più che nell’azione di governo municipale. Altro effetto potrebbe essere il rapporto con i Cinquestelle che la Schlein valorizzerà. Le alleanze elettorali locali col partito di Conte ci saranno? Se si, quanto modificheranno scelte importanti, penso alle infrastrutture, messe in cantiere dalle attuali amministrazioni?
Un’ultima riflessione: la mobilità dell’elettorato. Nessuno è più al sicuro, nemmeno in Mugello. Fratelli d’Italia si consolida, non è la Lega, e a sinistra troppi litigi. Il Pd della Schlein cercherà di contendere elettori a Conte lasciando sguarnito l’elettorato di centro, il mondo che attraeva il primo Pd. Una previsione che, se realizzata, avrà conseguenze anche sulla Sieve.
Riccardo Nencini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 Febbraio 2023



