BARBERINO DI MUGELLO – L’Associazione Fiorentina Amici di Israele torna ad intervenire (qui un articolo che contiene anche sua prima nota) sulla cittadinanza onoraria conferita dal Comune di Barberino di Mugello a Francesca Albanese, relatrice speciale Onu sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati. Lo fa con una lettera aperta al sindaco Sara Di Maio, in risposta al suo intervento su Filo (qui), nella quale chiede sul tema un incontro pubblico:
Cara Sindaca,
abbiamo letto le sue dichiarazioni a proposito del conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese e, in particolare, la sua affermazione secondo cui “è in corso un genocidio” ai danni del popolo palestinese.
Una dichiarazione così netta, pronunciata dal sindaco di una comunità e utilizzata per motivare un atto istituzionale del Consiglio comunale, meriterebbe una conseguenza altrettanto netta: il confronto pubblico alla presenza della cittadinanza barberinese.
Lei sostiene che parlare di genocidio non significhi essere antisemiti e che denunciare quanto sta accadendo ai palestinesi sia un dovere.Come noto noi contestiamo – diritto alla mano – la ricostruzione sul presunto genocidio a Gaza e proprio per questo la invitiamo a discuterne pubblicamente in un incontro pubblico da tenere nelle prossime settimane.
Nell’ottica di un confronto democratico, avremmo la possibilità di fare conoscere ai cittadini un punto di vista diverso, finalmente in contraddittorio.
Se davvero, come lei afferma, la questione è complessa e non ha nulla a che vedere con l’antisemitismo, il modo migliore per dimostrarlo è accettare di confrontarsi sul merito del tema: sulle parole genocidio, crimini di guerra, sulla responsabilità di Hamas, sulla condizione della popolazione civile palestinese e sulla sicurezza e il diritto all’esistenza dello Stato di Israele.Perché se il Comune ritiene di poter assumere una posizione così precisa su una delle questioni internazionali più drammatiche e divisive del nostro tempo, allora deve essere altrettanto disponibile a garantire pluralismo, contraddittorio e trasparenza.
Se come dice lei – e siamo d’accordo – la questione è complessa, non si può chiedere alla cittadinanza di accettare come premessa indiscutibile una qualificazione tanto grave come quella di «genocidio» .
Da qui la mia proposta di discuterne in un incontro pubblico che possa essere un’occasione per fare cultura Senza limitarsi a slogan non sorretti dai fatti e dimostrare concretamente che la sua dichiarazione secondo cui questa vicenda «non ha niente a che vedere con l’antisemitismo» non è soltanto un’affermazione, ma un principio applicato coerentemente.
Kishore Bombaci
Presidente
Associazione Fiorentina Amici di Israele
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Agosto 2026





