“Last tango in Paris”, ho sempre amato questa frase e il potere della parola Parigi; un surrogato di passione, moda, arte, rivoluzione, romanticismo e bellezza.
Parigi e la Rivoluzione Francese.
Parigi e l’ Esposizione Universale nel 1798.
Parigi e l’Impressionismo.
Come si può non amare Parigi?
E’ forse per questo, che aver appreso in differita ciò che è successo mi ha quasi frastornata; non potevo credere che dopo la strage di Charlie Hebdo potessi rimanere di nuovo shoccata da simile cattiveria umana. Pardon. Cattiveria mista ad ignoranza.
Allora mi son detta che forse, il non comprendere dipendesse da una mia grave lacuna, da una mancanza di conoscenza di quella che è la religione professata dai terroristi di Parigi.
Allah Akbar, sono state le prime parole che ho cercato su internet. “Dio è grande”.
Che razza di Dio istiga alla violenza? Come un Dio può giustificare la morte come strumento di prevalsa sugli altri?
Però sono andata avanti, e mi sono messa aperta nei confronti di una religione di cui so poco e nulla. Mi sono chiesta che cos’è l’Islam?
“Islam non è una religione nuova, bensì è la stessa verità rivelata da Dio a tutti i suoi profeti dalla creazione del mondo. Per un quinto della popolazione mondiale, Islam è sia religione, sia stile di vita. I Musulmani professano una religione di pace, misericordia e perdono che nulla ha a che vedere con le gravi vicende erroneamente associate all’Islam”.
Questo è quello che riporta il sito che ho aperto. E ancora:
“Nel mondo di oggi, l’Islam può sembrare qualcosa di esotico o di estremamente remoto. Probabilmente perché in occidente, nella vita di ogni giorno, la religione non è un elemento dominante, mentre nel cuore di ogni Musulmano la religione è al primo posto, e non vi sono barriere tra il mondo secolare e quello sacro. Essi credono che la Legge Divina, la Shari’a, debba essere osservata scrupolosamente, il che spiega perché le istanze connesse con la religione siano così importanti”.
L’Islam tollera le altre fedi? “Il Corano dice: Allah non vi proibisce di agire con bontà ed equità verso coloro che non vi combattono per religione e non vi hanno scacciato dalle vostre dimore, poiché Allah ama gli equanimi. (Corano 60:8) Una delle funzioni della Legge Islamica è quella di proteggere le minoranze, ecco perché luoghi di preghiera non Musulmani sono sorti un po’ ovunque nel mondo islamico. La storia è ricca di esempi di tolleranza da parte dei Musulmani nei confronti di altre religioni (…)”.
Non c’è una parola, o qualche frase che minimamente faccia intendere che sia la violenza lo strumento necessario per l’adempiere uno stile di vita basato sulla religione. Ecco che dunque che viene fuori il termine “integralismo islamico” con il quale si sta ad indicare “l’applicazione integrale dei dogmi e delle pratiche dell’islam, anche in campo politico e sociale,che ha l’obiettivo di riportare la comunità musulmana, insieme al mondo intero, verso una condizione armoniosa, ideale, riflesso della comunità musulmana primitiva e idealizzata, quella della Medina del periodo compreso tra il 622 e il 632 dell’Era Cristiana“.
Così, dopo una nottata intera al pc, alla ricerca di non so quale colpa additare a queste persone, o a questo credo, ho finalmente capito. Non importa se Allah, Buddah, Dio o chi altro, la più grande mancanza, anzi direi il più grande problema risiede nella non accettazione di ciò che è diverso da noi. Nessuno ci insegna a capire, a guardare a mente aperta il mondo che ci circonda; diamo sempre per scontato e giusto il nostro punto di vista. Il Corano professa le stesse cose della Bibbia; l’amore fraterno, la pace, l’uguaglianza; eppure ieri sera al Bataclan sono state uccise ben 118 persone innocenti, colpevoli solo di essere nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Non so come si possa concludere una vicenda del genere, e se ci potrà mai essere una giustizia per le persone che sono morte come le pedine di una dama tra potenti. So quello che possiamo fare noi; cercare di aprire gli occhi sul mondo, di guardarlo e abbracciarne le diversità, di comprendere e rispettare ciò che è diverso da noi, di educare un po’ di più all’amore e alla fratellanza.
Perché – ora lo posso ben dire- non tutti gli islamici sono terroristi.
“Last tango in Paris!”
Alessia Magaldi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 novembre 2015





