MUGELLO – Renzo Mascherini, a lungo presidente della Comunità Montana del Mugello e poi sindaco di Firenzuola, scomparso di recente, fu una delle figure più autorevoli e attive nella politica mugellana a cavallo tra anni ’80 e ’90. Paoli Cocchi, che è stato sindaco di Barberino di Mugello e poi assessore regionale alla cultura ne ricorda l’opera e la figura.
Ho conosciuto Renzo Mascherini alla metà degli anni Ottanta. Ero un giovane universitario impegnato nella sezione del Partito Comunista di Barberino e lui, di una quindicina d’anni più vecchio, già un affermato e rispettato dirigente politico e amministratore pubblico, Presidente della Comunità Montana del Mugello. Di quel primo periodo ricordo la sua figura autorevole, riservata che pensosamente animava i numerosi convegni che il partito e le istituzioni dedicavano alle prospettive di sviluppo civile della nostra area mugellana, ormai divisa tra una zona montana spopolata e depressa e una striscia di fondovalle sempre più folta di iniziative commerciali e industrie.
Dapprima il suo impegno, e quello dei Comuni che sempre più autorevolmente Mascherini “coordinava”, fu rivolto alla definizione di progetti di rilancio che si fondavano sulle tradizionali leve di investimenti pubblici a sostegno di infrastrutture e lavoro. Secondo l’approccio keynesiano allora dominante, era la mano pubblica che doveva e poteva intervenire direttamente nei settori economici non appetibili dagli investimenti privati al fine di promuovere l’occupazione e lo sviluppo di aree svantaggiate. Ciò era senza dubbio coerente da parte di istituzioni in prima linea per difendersi dalla minaccia di processi di ristrutturazione e delocalizzazione che cominciavano a smantellare una parte del tessuto “fordista” impiantato nel Mugello a partire dai primi anni Sessanta. Un esempio di questa politica fu la proposta di uno stabilimento di lavorazione dei marroni a Marradi di cui Mascherini fu il promotore e il realizzatore diretto. Era un’epoca in cui la politica stava accanto al mondo del lavoro e ne condivideva e discuteva le trasformazioni e i problemi ricavandone vigore e legittimazione democratica.
Gli anni a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta videro un sempre maggiore coinvolgimento del Mugello nelle dinamiche della più vasta area metropolitana fiorentina. Una certa condizione storica di isolamento e di “marginalità rurale”, veniva travolta dal rinnovato dinamismo delle aree cittadine che però tendeva ad esprimersi con la tradizionale ottica di sfruttamento territoriale e di dominio sul “contado”. Si avviò la messa in cantiere del Lago di Bilancino, seguito a breve distanza di anni dalla Variante di Valico e dall’Alta Velocità Ferroviaria.
Di quella stagione Renzo Mascherini fu interprete adeguato, competente, creativo e perciò seguito da una classe dirigente locale giovane, prevalentemente formatasi nel Partito Comunista, che sotto la sua guida seppe collettivamente affrontare quelle sfide facendo evolvere le tradizionali piattaforme programmatiche difensive e rivendicative, in un progetto originale e propositivo, per molti aspetti in anticipo sui tempi. Renzo Mascherini si mosse inizialmente con una “resistenza propositiva” animata da un forte spirito di autonomia territoriale. Gli amministratori locali si presentarono ai “tavoli” progettuali come un fronte compatto e senza smagliature di rilievo e questo fu senz’altro uno dei motivi per i quali quelle opere (penso soprattutto a Bilancino) poterono essere realizzate e inserite convenientemente nell’ambiente e generare copiosi investimenti collaterali di ammodernamento infrastrutturale del nostro territorio.
Ma Renzo Mascherini fece anche altro. E questo “altro” merita, a mio parere, una sottolineatura particolare nel già ricco quadro della sua esperienza. Dagli inizi degli anni Novanta (un periodo nel quale, da Sindaco di Barberino, mi capitò di lavorare a stretto contatto con lui) propose e sviluppò una proposta di “Parco Attrezzato di Tipo Produttivo” intuendo quanto le risorse ambientali di cui il Mugello era naturalmente ricco potessero essere strategiche anche in un’ottica di produzione sostenibile di nuova ricchezza. Come tutte le intuizioni felici e precorritrici lo spirito avanzante dell’epoca, molte delle proposte contenute in quel progetto oggi appaiono scontate banalità: turismo rurale, prodotti tipici, valorizzazione dei centri storici minori, qualità ambientale come leva attrattiva di nuovi insediamenti industriali, una lontananza dalla “frenesia” cittadina non più vissuta come un handicap ma come una piattaforma utile ad elevare la qualità dello sviluppo.
La ricchissima attività convegnistica, di studio e di ricerca che Renzo Mascherini promosse in quegli anni alimentò un forte dibattito politico nel quale non mancarono le voci critiche e i dissensi, ma il quadro di riferimento strategico aveva una solidità che i tempi non hanno fatto altro che confermare, pur limandone e smussandone alcune asperità “dirigistiche” iniziali. Ricordo quel periodo con viva nostalgia e, se mi è permessa una nota autobiografica, come un periodo di intensa “formazione” politica; mi aprivo e prendevo coscienza della “realtà” della mia terra e dei suoi abitanti, e innestavo gli elementi che ne ricavavo sulla mia precedente formazione universitaria. Ogni passaggio politico era occasione di riflessione e ricalibratura di una “visione del mondo” che richiedeva e cercava un ancoraggio concreto. Era, in sostanza, una politica ancora “intera”, che non si poneva limiti, e che spaziava su tutti i trecentosessanta gradi della vita sociale. Di quegli intensi cinque anni (nel 1995 Mascherini fu eletto Sindaco di Firenzuola e il suo ruolo cambiò) ho mantenuto un ricordo vivo e affettuoso che ha cementato un’amicizia del cuore e della mente durata in seguito anche col venir meno della frequentazione.
L’ultima volta che ho incontrato Mascherini è stato per caso, alcuni mesi fa. Ci siamo abbracciati a lungo e a lungo guardati in occhi che sorridevano. I bei ricordi fluivano senza bisogno di parole. Grazie Renzo per quello che ci hai dato.
Paolo Cocchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 maggio 2024





2 commenti
Ho avuto l’onore di essere stato il vicesindaco di Renzo Mascherini nella legislatura 1999-2004. Dalla sua intelligenza, umanità e onestà ho imparato tanto…
Buonasera Paolo vedo che ricordi con attenzione Renzo Mascherini , lo ricordo anch’io e in maniera diversa da come lo ricordi Te . Il suo progetto di sviluppo del Mugello con il era la negazione di un progetto reale di sviluppo . e infatti si è visto come non sia servito a niente . Renzo Mascherini fa parte di quegli uomini politici che non aiutano il progresso ad andare avanti ,fanno una politica senza quella fantasia necessaria affinché il mondo si rinnovi e progredisca in una visione moderna e liberale della società .