
BORGO SAN LORENZO – Venti appartamenti a Panicaglia, con inizio della costruzione nel 2005, ancora vuoti. Per un brutta storia di un fallimento complicato. Un fallimento che Angelo Reali, imprenditore edile di Vaglia ha deciso di raccontare. Perché la sua società, la Edil Viola sas che ha sede a Firenzuola, è stata coinvolta, suo malgrado nella vicenda.
Reali descrive la situazione: “A Panicaglia veniamo coinvolti dalla società Aliboni, per il completamento di un intervento edilizio, strutture residenziali composte da venti appartamenti, iniziate a costruire nel 2005, e poi, per tutta una serie di vicissitudini, rimaste ferme; nel 2010 si trova un accordo con Aliboni, noi avremmo completato gli appartamenti e dieci dei venti sarebbero rimasti di nostra proprietà. Ma già nel 2013 ecco i problemi. Ci dicono che non possono darci gli appartamenti pattuiti perché non possono togliere l’ipoteca del Monte dei Paschi. Alla fine si trova un accordo, si fa una transazione, concordando di averne cinque più una quota in denaro. Non ci avremmo guadagnato niente, ma almeno si sarebbero recuperate buna parte delle spese”.
L’imprenditore si ferma e nota un altro aspetto di stranezza, legato al ruolo della banca: “E’ strano che il Monte dei Paschi abbia continuato ad erogare gli stati di avanzamento. Le entrate dalle vendite degli appartamenti dovevano essere versate per “alleggerire” il mutuo, ma così non è stato, e il Monte dei Paschiha continuato a pagare. Com’è possibile che gli istituti bancari non controllino i finanziamenti che erogano al settore edilizio?”. L’epilogo è stato drammatico. Aliboni crea una società, un GEIE – Gruppo Europeo di Interesse Economico, che da Firenze viene poi spostato in Romania, trasferendo in una sorta di fondo patrimoniale tutti i beni degli amministratori e della società, ed anche gli appartamenti di Panicaglia. “Una manovra -nota Reali- per sottrarre i propri beni ai creditori”. Poi infatti scatta il fallimento della società Aliboni, su richiesta del Monte dei Paschi.
“Così -dice Reali- anche la nostra società, che da 28 anni lavora in Mugello, dovrà ridimensionarsi. E conseguenze, ovviamente ci sono per chi ha acquistato casa, gravata dall’ipoteca bancaria, e che ora deve inserirsi nel fallimento. Ed è una situazione drammatica, per tutti. Per noi, che avevamo diciassette dipendenti e ora siamo rimasti in pochissimi, e per chi aveva comprato casa, versando caparre, facendo sacrifici, ed ora si ritrova fregato. Io vengo da una famiglia modesta, e so cosa significa fare sacrifici. Non è giusto quello che è accaduto!”
L’Edil Viola era da quasi un trentennio nel mondo dell’edilizia locale: a Luco aveva realizzato dodici appartamenti, otto ne aveva costruiti a Ronta, a Vaglia la ex-Tabaccaia, 24 appartamenti, altri 8 a Firenzuola. “Inoltre -nota Reali- abbiamo lavorato molto nel settore dei lavori pubblici, a Pisa vincemmo un appalto di 5 milioni di euro, realizzando un centro per malati di Alzeimher, e abbiamo costruito tanti interventi per terzi”.
Adesso si attendono le scelte del curatore fallimentare: “Mi domando perché il Monte dei Paschi, che ha elargito dei soldi in modo improprio, ora debba riaverli indietro a scapito dei piccoli creditori, all’interno del fallimento. E soprattutto mi domando come sia possibile che in Italia, nel 2019, possano accadere ancora queste cose, senza alcun controllo”.
Intanto, a Panicaglia, le case restano lì. Ultimate, ma vuote.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 giugno 2019

