
SCARPERIA E SAN PIERO – Alessandro Bettarini, catechista di Scarperia, ha scritto una lettera indirizzata ai “genitori di un cresimato”. Nelle parrocchie mugellane, in questo periodo, si è tenuta, o si sta tenendo la celebrazione del sacramento della Cresima. E Bettarini offre la sua riflessione, non priva di accenti di forte preoccupazione, ma anche di speranza.
In questo periodo in molte delle nostre parrocchie si sono celebrate le Cresime.
Spesso in fretta e non sempre con la dovuta preparazione, talvolta più per recuperare e per “rimettersi in pari “ che per concludere un cammino di reale preparazione e iniziarne uno concreto in un gruppo dopocresima.
Certamente la pandemia ha avuto la sua parte, ma quest’anno sembra aver assecondato e giustificato un atteggiamento di sconforto e di resa verso questo Sacramento: poca preparazione e poco specifica, quasi mai attività stimolanti e interessanti a supporto e sostegno, rarissima la possibilità per questi ragazzi di entrare veramente a far parte di una comunità, di partecipare alle attività e diventarne protagonisti e responsabili.
Al contrario di molti di noi per i quali la cresima è stata l’occasione per diventare veramente adulti nella fede, oggi i suoi effetti sembrano sempre più affidati alla Grazia infinita di Dio e ad una generica speranza riposta nei ragazzi, senza un progetto, senza il sostegno, l’impegno e la determinazione di una comunità nel continuare a farli crescere. Esagero certamente dicendo che talvolta amministrando la Cresima ci togliamo un peso, un problema.
Del resto è un po’ tutta la nostra Chiesa d’occidente sempre più ripiegata su se stessa, chiusa nelle nostre chiese , nei nostri riti sempre più formali e sempre meno frequentati, chiusa al futuro. E’ il modello stesso di una Chiesa gerarchica e clericale in forte crisi (i seminari sono vuoti) e pochissimo e pochissimi anche fra i laici, sembrano muoversi per contrastare o farsi educare da questa crisi.
Il Cardinal Martini diceva che la Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Vado spesso in Francia e non posso fare a meno di gioire della bellezza delle cattedrali ma la tristezza nel vederle vuote. Vuote. Come in un sogno distopico, sembra di vedere il futuro delle nostre parrocchie.
Insomma essere genitori di un figlio che passa a cresima in questo tempo e pensare che questo sia l’inizio di un cammino da cristiani adulti, richiede tanta e tanta Speranza.
Ma davvero non è possibile far niente per aiutare questi ragazzi a vivere da grandi insieme a Gesù?
Io non credo che sia così.
Io credo che fra le tante cose lo Spirito Santo è certamente Amore.
L’amore del Padre per il Figlio, del Figlio per il Padre; un sentimento così grande, profondo e potente dal diventare una persona. L’Amore è la terza persona della Trinità.
Così come l’Amore che voi genitori vi siete scambiati come coppia, ha generato la persona di vostro figlio.
Dunque ricevendo lo Spirito Santo i vostri figli hanno scelto di vivere una fede accompagnata dall’Amore.
Nel profondo questa è la Cresima.
Allora anche voi e tutti noi possiamo fare qualcosa per questi ragazzi.
Possiamo volergli bene e ancora di più possiamo ricordargli e insegnargli non le parole ma con i fatti Chi è l’Amore che guida la nostra vita, la fa bella e felice, non la fa diSperare nelle difficoltà, ci fa scegliere le cose giuste e buone, ci dà pace e serenità, ci fa attenti agli altri, ci fa uscire dalle chiese, ci fa portare questo Amore per le strade del mondo, nella nostra famiglia, nel nostro luogo di lavoro, nella nostra parrocchia, nelle associazioni sportive , sui social dove si svolge ormai gran parte delle nostre relazioni.
Tutte le volte che faremo prevalere l’amore sull’odio, l’apprezzamento sul disprezzo la benevolenza sulla maldicenza, l’incoraggiamento sulla critica sterile, ciò che ci unisce su ciò che ci divide, la semplicità sull’opulenza, il nostro sul mio, la mitezza sulla prepotenza …..
Tutte le volte che staremo dalla parte dei piccoli, dei poveri, dei “casi difficili”, dei ripetenti, dei diversi da noi, dei lontani, degli ultimi, degli esclusi, degli antipatici, degli imperfetti, degli inservibili, degli scartati.
Tutte queste volte noi aiuteremo lo Spirito a farsi vita per questi ragazzi e a farsi vivo per loro.
Non ci sarà distanza che incontreranno nella loro vita, dalla chiesa, dalla parrocchia e nemmeno da Gesù, che non possa essere colmata dalla capacità di amare. E più ancora dalla possibilità di sentirsi amati.
Non c’è bisogno di appartenere ad un categoria per esserne capaci .
Quel soffio del sesto giorno, quella prima immagine di Lui è incancellabile in ognuno.
Ogni volta che questi nostri cresimati nella loro vita ameranno, avranno lo Spirito a fianco .
Nella loro vita non ci sarà lontananza che non possa essere strumento e occasione per tornare vicini a Gesù.
“Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore ” (Rm 8, 38-39)
( Rubrica Dai Lettori – Alessandro Bettarini)
Foto: Foto Barletti – Borgo San Lorenzo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello –8 Giugno 2021






