
MUGELLO – Non piace ai medici di famiglia dell’aggregazione Mugello Est, la scelta di coprire l’assistenza sanitaria a Marradi e Palazzuolo sul Senio, dopo il pensionamento della dottoressa Vignoli, semplicemente aumentando, in deroga ai massimali, il numero di pazienti degli altri dottori. E con una lettera aperta ad Asl, Regione Toscana, Società della Salute, e altre autorità, ne argomentano i motivi, a cominciare dalle lunghe distanze:
Il ruolo del medico di medicina generale è quello di garantire indistintamente l’assistenza sanitaria a tutti i propri pazienti, promuovendo e salvaguardando la salute in un rapporto di reciproca fiducia e rispetto, senza condizionamenti o pressioni, con autorevolezza, indipendenza e competenza. Il rapporto che lega il paziente al proprio medico di famiglia è strettamente basato su due fattori, il rapporto fiduciario e l’ambito territoriale in cui esso avviene al fine di garantire la prossimità delle cure.
Nel territorio mugellano operano due Aggregazioni Funzionali Territoriali, le cosidette AFT. La EST e la OVEST. Queste sono forme organizzative monoprofessionali costituite da medici di famiglia che perseguono obiettivi di salute definiti dalla Regione. In data 23 Dicembre 2024 i medici di famiglia afferenti all’AFT EST che comprende un territorio vastissimo che copre i Comuni di Londa, Dicomano, San Godenzo, Vicchio, Borgo San Lorenzo, Marradi e Palazzuolo Sul Senio, si sono visti recapitare dall’ Azienda Sanitaria Usl Toscana Centro una mail che comunicava che dal 1 gennaio 2025 si sarebbe innalzato a tutti i medici di famiglia di quel territorio il massimale dei pazienti assistibili da 1500 a 1800 e unificato tutti questi comuni in un unico ambito territoriale, a causa di un pensionamento di uno dei due medici di famiglia di Marradi-Palazzuolo.
In questo modo, i cittadini di Marradi e Palazzuolo saranno costretti a scegliere un medico in un altro comune del nuovo ambito territoriale unico, ovviamente lontano dal proprio domicilio. Così facendo l’Azienda Sanitaria garantirà sulla carta l’assegnazione del medico di famiglia ad ogni cittadino, indipendentemente dalla distanza reale con l’ambulatorio medico e dalle difficoltà oggettive e logistiche che ciò comporta. Questa scelta però ha come conseguenza quella di mettere in crisi sia i medici che i cittadini con il rischio di compromettere l’assistenza sanitaria stessa.
Infatti l’innalzamento del massimale da 1500 a 1800 assistiti quando il rapporto ottimale è a1200 scelte, renderà l’assistenza sanitaria stessa comprensibilmente meno agile; e se a questo si aggiunge la ridefinizione unica dell’ambito territoriale non è arduo immaginare quanto l’assistenza sanitaria possa diventare difficile. I medici operanti nell’ambito unico infatti non avendo l’obbligo di aprire un ambulatorio a Marradi – Palazzuolo potrebbero trovarsi nella condizione di dover coprire un territorio vastissimo anche con tempi di percorrenza molto lunghi con l’effetto inevitabile di riduzione dell’assistenza sul territorio originario su cui abitualmente hanno operato fino ad oggi, e per il quale avevano accettato il rapporto di lavoro definito dalla convenzione con l’Azienda Sanitaria.
Nello stesso modo i cittadini potrebbero percorrere le stesse distanze per raggiungere il proprio medico con identico disagio, quando invece avrebbero diritto ad avere un medico nel proprio comune di appartenenza. Siamo sicuri che nel futuro l’organizzazione della medicina generale nelle varie AFT , una volta impiegato un numero congruo di operatori e risorse, sarà capace di fornire sistemi di assistenza anche su territori così vasti, ma al momento questo non è realizzabile semplicemente innalzando un massimale e unificando un ambito territoriale.
La soluzione prospettata dall’azienda sanitaria di allungare i turni della guardia medica notturna per qualche ora anche al giorno, non ci sembra una soluzione che cambi la sostanza della situazione se non per quelle poche richieste legate a condizioni estemporanee. La presa in carico del paziente, infatti, prevede che la relazione medico – paziente sia di qualità, globale, duratura nel tempo e basata sul rapporto fiduciario. Il paziente deve sapere qual è il suo medico di fiducia e deve poter contare sulla sua presenza.
Le OO. SS. di categoria hanno proposto all’Azienda Sanitaria modelli assistenziali emergenziali già operanti in altre aziende sanitarie della Regione Toscana. Tali modelli si basano su una turnazione incentivante dei medici dell’AFT disposti, su base volontaria, ad andare almeno un giorno alla settimana nei territori di Marradi – Palazzuolo, nel periodo di tempo necessario per permettere all’AFT di organizzare l’assitenza sul territorio in maniera adeguata. Tali modelli assistenziali non sono stati purtroppo presi in considerazione dall’Azienda Sanitaria, ritenendoli non supportati da una normativa regionale adeguata ed ha preferito percorrere la strada dell’innalzamento del massimale e dell’unificazione dell’ambito territoriale.
In questo senso ci preoccupa molto l’assenza e il silenzio istituzionale della Regione Toscana che potrebbe mettere in atto norme adeguate per soddisfare i bisogni delle aree interne disagiate e permettere a medici e cittadini di operare nelle migliori condizioni possibili. Gli inevitabili disservizi conseguenti per tutto l’ambito mugellano di appartenenza, le problematiche di percorrenza sul territorio legate anche a forti limitazioni dei servizi pubblici adeguati, la dubbia liceità di tale provvedimento secondo le normative vigenti, la scelta unilaterale dell’azienda sanitaria di percorrere questa strada sottovalutando a nostro avviso le problematiche conseguenti per medici e cittadini, nonostante proposte alternative, potrebbero spingere molti medici a fare ricorso contro l’istituzione dell’ambito unico territoriale, facendo perdere molto tempo prezioso necessario a rispondere alle ambiziose sfide dell’assistenza sanitaria sul nostro territorio.
Il cambiamento dei carichi di lavoro potrebbe inoltre spingere molti medici operanti nel Mugello a trasferirsi in altri ambiti territoriali o anticipare un pensionamento, aggravando ulteriormente il problema. L’ambito unico infatti in questo momento potrebbe rendere in futuro non appetibile il Mugello come luogo per lavorare e questo, ovviamente, non possiamo permettercelo, soprattutto se pensiamo che anche il territorio del Mugello OVEST, ovvero Scarperia San Piero, Barberino del Mugello, Firenzuola, potrebbero essere coinvolti nel prossimo futuro in provvedimenti analoghi.
Abbiamo bisogna di misure alternative temporanee da parte dell’Azienda Sanitaria e la disponibilità da parte delle istituzioni, in primis la Regione Toscana, per adeguare il sistema sanitario regionale dei servizi di assistenza territoriali ai cambiamenti che stiamo vivendo e che le norme nazionali impongono.
Speriamo di essere ascoltati in prima persona perché il nostro obiettivo è quello di rappresentare per i nostri pazienti un punto di riferimento per garantire la migliore assistenza sanitaria possibile, indipendentemente da dove essi si trovino. La presa in carico globale dei pazienti può avvenire solo se il medico di famiglia è costantemente presente e prossimo alla popolazione. In assenza di tali risposte ci scusiamo fin da adesso con tutta la cittadinanza del Mugello per gli eventuali disservizi che immancabilmente si potranno verificare, dei quali però non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo ritenerci responsabili.
I medici di famiglia del territorio: Abrami Fiamma, Agresti Chiara, Banchi Serena, Barbagli Susanna, Barletti Valentina, Bartoloni Silvia, Braschi Andrea, Cazzante Marco, Cespoli Marco, Ciampalini Ambra, Di Luccio Giovanni, Falorni Franco, Falorni Mattia, Matera Graziella, Mercatali Luca, Paladini Giulia, Perrotta Raffaele, Pini Laura, Salti Francesca, Trovato Francesca.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 Dicembre 2024






