SCARPERIA E SAN PIERO – La scomparsa di Alvaro Baglioni mi è stata comunicata dal sindaco di Scarperia e San Piero sabato sera. É giunta improvvisa, inaspettata. Anche in un periodo come quello che stiamo vivendo si tende a pensare che la pandemia non possa colpire le persone che conosciamo, gli amici, i propri cari. Ho conosciuto Alvaro negli anni ottanta quando Silvio Milani, animatore della cultura, della storia e del folclore di Scarperia, mi accompagnò presso La Fortezza, la fabbrica della quale era amministratore delegato. Forse nessuno dei due in quel momento pensava che avremmo instaurato un rapporto di amicizia duraturo e vero, in aggiunta al rapporto istituzionale che in seguito si sarebbe rafforzato, quando assunsi la carica di sindaco, rivestita fino al 2.000 e poi come assessore della Comunità Montana.
Da quando ho ricevuto la triste notizia non ho potuto fare a meno di ripercorrere i tanti momenti durante i quali abbiamo condiviso situazioni diverse alternando attività conviviali e amichevoli a quelle istituzionali. Soffermandomi su quest’ultime, desidero ricordare l’impegno di Alvaro sia come rotariano sia come amministratore della Fortezza, sia personalmente, nel sostenere le numerose iniziative culturali di Scarperia e del territorio mugellano. Tra le più importanti menziono il restauro del , conservato nel museo del Beato Angelico, nel comune di Vicchio; il concerto di Segej Krilov presso il castello di Cafaggiolo nel 2004, utilizzando un violino Stradivari del 1715; sempre nel castello di Cafaggiolo l’esibizione del corpo di danza del Maggio Fiorentino; la partecipazione economica per la relizzazione di pubblicazioni e di eventi. Insomma, Alvaro non si è mai tirato indietro e spesso era lui stesso promotore.
Ho ripensato alle vicende aziendali, agli scioperi con picchetto di fronte all’entrata dell’azienda e ai confronti tra le parti fino alla ricomposizione concordata delle vertenze. Gli incontri si svolgevano nel mio ufficio di sindaco con trattative spesso lunghe e con i rappresentanti sindacali ed aziendali che si alternavano alla mia presenza nel tentativo di conseguire un accordo mediato, che alla fine è stato sempre raggiunto. E Alvaro, pur rappresentando al meglio la parte aziendale in prima persona, non ha mai mancato di rispetto alle istanze presentate dai sindacati e dai lavoratori favorendo spesso la soluzione finale. Per questo alla festa organizzata a sorpresa dopo che aveva ceduto l’azienda alla ITAB e dopo che si apprestava a lasciare la sua lunga attività, erano presenti i lavoratori quasi al completo. Era benvoluto dai dipendenti proprio per il suo modo di fare mai arrogante seppure determinato e sempre disponibile. Non era mai presente l’interesse personale, soprattutto agiva nell’interesse dell’azienda e dei lavoratori ai quali pensava anche quando doveva affrontare operazioni di sviluppo aziendale di rilevanza economica molto importante. Ne ebbi testimonianza quando mi volle accanto a lui in occasione della trattativa per l’acquisto della Asler Innovation S.A con sede a Romorantin (Francia). Nei tre giorni che abbiamo passato insieme, durante i quali Alvaro fece una prima ricognizione visiva della fabbrica ed alcune “interviste” a diversi dirigenti, abbiamo incontrato il sindaco di Romorantin. Alvaro ci teneva a spiegare personalmente al sindaco, la serietà dell’azienda che rappresentava e voleva che un rappresentante delle istituzioni in Italia, lo affiancasse. Come sempre, ci metteva la faccia. Ci eravamo fatti anticipare telefonicamente dal sindaco di Laguiole (comune francese gemellato con Scarperia) che avevo presentato ad Alvaro in occasione di una sua visita alla fabbrica di Scarperia. Durante quei tre giorni abbiamo avuto modo di parlare molto e ancora una volta ho potuto apprezzare la sua onestà morale e la sua capacità di affrontare le cose con la serietà dovuta, con il giusto approfondimento e con il pensiero che se avesse fallito ne avrebbero pagate le conseguenze i lavoratori. L’operazione andò poi a buon fine e mi pare di ricordare che si concluse con un impegno economico superiore a 17 milioni di €.
Desidero accennare solo brevemente a vicende della vita privata, sono ricordi che appartengono ad una sfera personale. Però mi piace ricordare le conversazioni sulla politica della quale era un attento osservatore, e la condivisione della passione per il calcio e per la Fiorentina. Nelle occasioni di incontro fuori dall’ufficialità erano argomenti ricorrenti. Poi il 16 agosto del 2008 la morte del figlio Alessandro venuto a mancare improvvisamente mentre era in viaggio all’estero. Ho partecipato al suo immenso dolore, dal quale credo che non si sia mai ripreso completamente. Nessuno dovrebbe sopravvivere ai propri figli. L’ho rivisto sereno dopo il matrimonio di Martina e la nascita dei nipotini. La sua missione adesso era fare il nonno come mi disse durante una telefonata di un po’ di tempo fa. Spero tanto che le istituzioni locali sappiano dare il giusto riconoscimento ad un uomo e ad un imprenditore che per Scarperia e per il territorio mugellano ha dato molto.
(Rubrica: Dai Lettori – Alessandro Marchi)
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 dicembre 2020




