ALTO MUGELLO – Maria Stella Dallai, abituata da sempre a frequentare il torrente Rovigo, riflette sullo scempio ambientale dei rifiuti dispersi nel suo alveo, e sulla decisione di bloccare i tanti volontari che spontaneamente si erano offerti di pulire l’area. Un lavoro immane, per il quale, afferma, servirebbero centinaia di braccia. Ricorda invece l’unica iniziativa messa in campo dalla Protezione Civile e e constata amaramente: “Al momento, a distanza di un mese e mezzo, c’è tanta incertezza e poca chiarezza su quello che le istituzioni saranno capaci di mettere in campo”. Fino alla conclusione: “Se qualcuno ha iniziato a pulire di nascosto, – afferma – non merita certo una multa”:
Sono un’ abitante del nostro Mugello che da sempre ha frequentato il torrente Rovigo: prima da ragazzina, quando, dai campi estivi di Cavallico, andavamo a farci un bagno a La Lastra , poi in età adulta praticando trekking lungo le sue rive, in cerca di frescura estiva.
Dopo le straordinarie precipitazioni del 14/03, ho quindi appreso con sgomento e preoccupazione dello scivolamento della discarica, sepolta negli anni 70 e di cui si era persa memoria, nell’alveo del torrente.
Nonostante le Ordinanze dei Comuni di Firenzuola e Palazzuolo di fine Marzo, (che hanno vietato l’accesso al torrente per motivi di sicurezza) ho deciso di andare a vedere di persona l’entità dello scempio ambientale: prima presso La Lastra, poi, parecchie volte, a Mulino dei Diacci.
Sinceramente non mi aspettavo uno scenario apocalittico e la trasformazione di un luogo di rara bellezza in un’ orrenda pattumiera a cielo aperto.
Stratificazioni su stratificazioni di plastiche, spesso aggrovigliare da un numero inaspettato di calze di nylon (tante che viene da chiedersi: ma quante calze si sono cambiate le fiorentine degli anni 70???), che costringono a tirare e tirare per rimuovere la massa. Oppure plastiche parzialmente affioranti perché sotterrate dalla sabbia, depositata dalla piena, o incastrate tra sasso e sasso o tutt’uno con pezzi di legno e rami. Ci sono anche flaconcini e blister di medicinali, barattoli di detersivi e varechina, giocattoli in plastica…..di tutto di più (persino una dentiera…)
Dopo essersi assicurati che la discarica non liberi ancora rifiuti nel torrente, trasportandoli di nuovo per chilometri e chilometri ad ogni pioggia, non è il caso di aspettare ancora. Abbiamo avuto notizia di una sola giornata, il 12/04, di raccolta rifiuti da parte della Colonna Mobile della Protezione Civile regionale, con circa 25 persone all’opera.
Ma qui ci vogliono centinaia di braccia! Il lavoro è immane. E pensare che appena si è diffusa la notizia dell’inatteso e sconcertante evento, decine e decine di volontari ‘comuni’, sgomenti e arrabbiati, si sono organizzati in una Community whatsapp, pronti a rimboccarsi le maniche per ripulire questi luoghi a loro cari, un tempo famosi per le acque limpide e incontaminate.
Ogni sincera e spontanea iniziativa, anche offerta da persone esperte e abituate a frequentare queste zone, è stata bloccata. Al momento, a distanza di un mese e mezzo, c’è tanta incertezza e poca chiarezza su quello che le istituzioni saranno capaci di mettere in campo.
Il sole ha già iniziato a riscaldare, frammentando e sbriciolando, queste terribili e variopinte plastiche, ormai esposte agli agenti atmosferici, minacciando anche il mare….. Se qualcuno ha iniziato a pulire di nascosto, non merita certo una multa.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Aprile 2025











