MUGELLO – Federico Cencini riflette sull’uso sempre più diffuso dei social network e mette in guardia sulla necessità di difendersi per non rischiare di perdere ciò che di umano è indispensabile nei rapporti interpersonali di ogni giorno. Tanto più ora che l’intelligenza artificiale si sta diffondendo:
Egregio Signor Direttore,
Mi preme condividere con Lei, questo mio scritto dedicato ai social network conscio di sapere che tali strumenti sono utili ma non rispecchiano la vita reale delle persone o perlomeno non ne rappresentano la totalità. Essi sono vetrine per vendersi o per offrire servizi. Dato che ci si sta avvicinando sempre di più all’IA bisogna creare delle difese per non rischiare di perdere l’Umano che serve tutti i giorni nei rapporti lavorativi e interpersonali. L’IA non può e non deve sostituire l’uomo e l’uomo non può esser sostituito dall’IA. Bisogna tornare alla socialità perché altrimenti si diventa sempre più solitari e si trascorre il maggior tempo davanti ad uno schermo. Lo schermo ci fa accumulare tensioni che riversiamo nelle nostre frustrazioni e nei nostri sfoghi verso gli altri.
Dobbiamo fornire alle giovani generazioni strumenti utili alla loro crescita intellettuale altrimenti saremo presi ancor di più da problemi legati alla salute mentale. La salute mentale e l’utilizzo dei social network sono facce della stessa medaglia. Per evitare il sorgere di problemi i genitori e chi di dovere dovrebbero fornire un aiuto concreto per creare momenti di socialità senza che nessuno si senta escluso da questa società. La società contemporanea costruita da noi in questo periodo non aiuta ma se lottiamo facendo la nostra parte forse si spezza questa tendenza di trascorrere del tempo davanti ad uno schermo.
Rubrica: Dai Lettori – Federico Cencini
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – Ottobre 2026






