
BARBERINO DI MUGELLO – Era il lavoro dei nostri nonni. E ora nel Mugello ne è rimasto solo uno a raccontare la vita nei boschi da carbonaio. Adolfo Martelli ha 95 anni anni e vive a Montecuccoli. L’abbiamo incontrato di recente all’agriturismo Massoserpente di Barberino di Mugello in occasione della rievocazione delle antiche carbonaie organizzato dalla struttura ricettiva, che per altro utilizza il carbone che produce per cuocere tutto l’anno ottima carne alla brace, che serve ai propri ospiti.

“Il taglio del bosco iniziava il 15 aprile e terminava per Santa Maria, a Ferragosto – racconta Martelli – mi ricordo di Giannetto, Masino Carpini, Mori, Mocali, Gaspero che era un grande esperto tagliatore di legna. Poi fino a fine settembre si costruivano le carbonaie, fino alla festa di Barberino. In questa occasione si usava festeggiare con un grande desinare e tanto ballo grazie alla fisarmonica dell’amico Cariti”.

Durante tutto il periodo del lavoro l’unico pranzo giornaliero del carbonaio consisteva in polenta di farina gialla e formaggio pecorino e, dopo l’accensione delle carbonaie, gli addetti e le loro famiglie lasciavano la propria abitazione per trasferirsi in una baracca nei pressi della cottura del carbone, per controllare sempre che non si incendiassero e si trasformassero in cenere”.

Quanto guadagnavano i carbonai negli anni’50? “5 lire al giorno a cottimo – ricorda Martelli – oppure a lavoro completo, quindi taglio della legna, cottura e consegna del carbone, 12 lire al quintale”.

Una rievocazione, quella proposta a Massoserpente, di grande interesse, perché è ormai rarissimo vedere una carbonaia – un tempo attività molto diffusa in Mugello – ancora in funzione. C’è da sperare che questa rievocazione diventi un appuntamento fisso nel calendario degli eventi mugellani.




Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 ottobre 2016



