MUGELLO – La prima enciclica di Papa Leone XIV è una scossa elettrica. Per ciascuno di noi, per le nostre comunità cristiane, per la politica, per la società tutta. Oggi si fa fatica a leggere e a pensare in profondità. La riflessione del Papa sul nostro tempo e il nostro futuro è uno straordinario squarcio di luce, che sollecita la nostra umanità, la nostra sete di senso e di prospettiva.
Per questo vogliamo offrire a tutti i lettori del “Filo” il testo integrale. Con la speranza che sia letto e utilizzato. Con il desiderio che queste parole siano e fermento di riflessione e discussione in tanti ambiti, a cominciare dai giovani e dai gruppi giovanili.
Gli spunti e le suggestioni del testo sono moltissime, a cominciare dal monito che “su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto”, fino all’obiettivo della “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Senza dimenticare l’attualissimo tema della ricerca della pace vera, e del no alla cosiddetta “guerra giusta”, che giusta mai non è.
La Magnifica Humanitas ci invita a una scelta: tra edificare Babele o ricostruire Gerusalemme, “tra un potere che pretende di dominare il cielo e un popolo che, alla presenza di Dio, si mette a lavorare unito per rialzare le mura della convivenza fraterna”. (n. 9)
Con un invito che tocca la responsabilità di ciascuno: “Non temiamo di sporcarci le mani nel cantiere del nostro tempo”.
Un invito forte ad aprire un grande, nuovo cantiere: di pensieri forti e positivi e di ricostruzione sociale, contro disgregazione e odio crescenti.
Ecco qui il testo dell’enciclica.
Leggetela, per favore…
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© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 maggio 2026


