MARRADI – La Festa della Repubblica del prossimo 2 giugno, si riveste di un significato particolare a Lutirano, con l’omaggio alla memoria dei caduti Sikh nella battaglia di Monte Cavallara.
Nell’occasione si ricorderà una pagina di storia locale che si inquadra nell’ampio scenario di storia internazionale, della fase finale della seconda Guerra Mondiale, dopo la liberazione dell’Italia centro-meridionale e l’arrestarsi del fronte bellico sulla Linea Gotica.
I nostri territori appenninici vissero in questo periodo le pagine peggiori della guerra: furono infatti teatro di scontri fra truppe regolari nazifasciste da una parte e alleate dall’altra, specialmente dell’8° Armata Britannica, nella quale erano inquadrate pure truppe coloniali quali i Sikh.
Inoltre i nostri monti furono teatro anche della lotta di Liberazione partigiana che provocò crudeli rappresaglie e stragi ad opera nazifascista, tra l’inerme popolazione.
Nel comune di Marradi, le truppe Sikh impegnate in prima linea abitualmente, raggiunsero per prime Campigno, Crespino, Fantino e Biforco ancora prima della liberazione di Marradi, avvenuta il 25 settembre.
Le vivide testimonianze degli anziani ricordavano l’emozione e il sollievo alla vista di questi soldati un po’ strani ed esotici, con il capo coperto da turbanti colorati; gli atteggiamenti dei liberatori erano infatti amichevoli: regalavano alla popolazione stremata cibo e abiti che orientavano la nostra gente a riconciliarsi con il genere umano, dopo la paura e gli orrori vissuti.
Una delle battaglie più importanti vide la fanteria Sikh contrapposta ai tedeschi trincerati sul monte Grilleta che, dopo una poderosa preparazione di artiglieria, riuscirono ad espugnare il monte procedendo da Gamogna.
I tedeschi si ritirarono presso la località denominata Vonibbio dove avevano allestito un’infermeria e dove si trovava il loro comando tattico: retrocedendo si asserragliarono dentro la casa colonica della Cavallara, verso la Valle Acerreta.
All’alba del 3 ottobre un battaglione di militari Sikh organizzò l’attacco della casa, protetto da una cortina fumogena, che purtroppo il vento disperse, lasciando gli indiani allo scoperto, sotto il tiro delle mitragliatrici tedesche.
Con abnegazione e coraggio, continuando l’attacco e prima che i tedeschi se ne accorgessero, circondarono la casa costringendoli alla resa.
Nella lunga battaglia sulla Linea Gotica, iniziata nel settembre ’44 e conclusa nell’aprile ’45, gli indiani che combatterono sotto la bandiera del Commonwealth britannico, subirono migliaia di perdite: solo nello scontro della Cavallara ne risultarono infatti ben 40.
Questa pagina di storia rimase quasi nascosta e custodita solo dalla memoria degli anziani, fino agli anni 2000, quando grazie a Romano Rossi, presidente della Associazione Reduci Brigata Aeromobile Friuli, autore di varie opere storiche relative al passaggio del fronte bellico sulla Linea Gotica nonché al contributo della Brigata Ebraica, si rinnovò l’interesse per questi importanti eventi storici.
Rossi aveva fatto della memoria una ragione di vita e una religione civile, secondo la sua fede politica repubblicana, sostenuta da una limpida coscienza cristiana e democratica.
Con queste convinzioni, e con il supporto di Vittorio Cavina Pratesi, ha riportato in luce la battaglia della Cavallara, con l’intento di dare il giusto tributo di riconoscenza alla comunità Sikh.
In questo modo ha pure portato la comunità locale ad una memoria serena e condivisa della guerra di Liberazione dal fascismo e dagli invasori nazisti.
Ci ha insegnato, con l’equilibrio e la pacatezza unite alla competenza che gli erano proprie, che nessuno si può appropriare della Resistenza e della Liberazione, dimenticando il contributo di comunisti, cattolici, azionisti, liberali, monarchici, militari italiani, angloamericani e, nello specifico, truppe coloniali Sikh, nonché della brigata Ebraica.
Il testimone è stato raccolto favorevolmente dall’Amministrazione Comunale di Marradi e dall’allora sindaco Paolo Bassetti che, valendosi del contributo indispensabile di Romano Rossi, ha organizzato una prima commemorazione nel 2013 che ha, fin da subito, visto la partecipazione di un folto gruppo di rappresentanti della comunità Sikh di Novellara.
È stata una giornata di profonda commozione, durante la quale è stata posata una stele commemorativa dei caduti Sikh sul monte Cavallara.
I rapporti umani che si sono stabiliti tra la comunità Sikh e la cittadinanza nonché le Associazioni d’Arma e le autorità civili e militari, sono di profonda amicizia, autentico affetto e perdurano ancora oggi, anche se a causa della pandemia di Covid prima e dell’alluvione dello scorso anno, la commemorazione non sempre si è potuta svolgere.
La comunità Sikh di Novellara, dove si trova pure il loro tempio religioso e il centro sociale, in provincia di Reggio Emilia, è una delle principali in Italia.
Il loro è un gruppo etnico indiano di fede religiosa monoteista, tra i più socialmente coesi e nello stesso tempo integrati nella società italiana in cui aspirano ad inserirsi sempre più, nutrendo un profondo rispetto delle regole dello stato e della cultura locale, mantenendo fieramente al contempo la propria identità sancita anche dai costumi e dall’abbigliamento.
A Novellara sono inseriti lavorativamente e con profitto soprattutto negli allevamenti zootecnici. Anche quest’anno, nella Valle Acerreta, il prossimo 2 giugno si ripeterà l’incontro e la cerimonia con momenti istituzionali ma anche di festa, come da tradizione.
Il primo appuntamento sarà alle ore 11.00 al monumento sul monte Cavallara, per gli onori militari ai caduti, alla presenza delle autorità civili e militari, delle Associazioni d’Arma e della cittadinanza, nonché della comunità Sikh.
Alle ore 12.00, nel parco retrostante la parrocchia di Lutirano, si terrà la commemorazione di Romano Rossi nel primo anniversario della morte, con una conferenza che prevede vari interventi, tra cui il presidente dell’Associazione Volontari Valle Acerreta, il sindaco di Marradi, il responsabile della comunità Sikh di Novellara Satnam Waheguru, il generale di Corpo d’Armata Antonio Bettelli, il Rabbino capo di Ferrara Rav Luciano Meir Caro, l’ideatore del nuovo sentiero CAI dedicato alla battaglia della Cavallara Alessandro Liverani, e don Mirko Santandrea delegato della Diocesi di Faenza-Modigliana per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo.
Per l’occasione verrà anche realizzato un numero unico del notiziario parrocchiale di Lutirano, dedicato a Romano Rossi, con contributi dei relatori di cui sopra, nonché di Massimo Mercatali, che tenne una conferenza e proiettò un video da lui realizzato sulla battaglia della Cavallara, a Badia della Valle, qualche anno addietro.
Alle ore 13.30 la comunità Sikh offrirà ai convenuti un pranzo rituale a base di piatti tipici, in un clima multiculturale di amicizia.
Siamo riconoscenti ancora una volta a coloro che ottanta anni fa lasciarono la loro patria e vennero da lontano per liberare il nostro paese dal nazifascismo e ristabilire la democrazia e la pace. A noi il compito di non rendere vano il loro sacrificio.
Fedora Anforti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Maggio 2024

