MARRADI – In occasione dei sessant’anni della sagra marradese, Fedora Anforti ci portò indietro nel tempo raccontandoci come nacque questo evento, pensato per valorizzare nel modo migliore il marron buono di Marradi. Una storia importante che ricondividiamo:
Nonostante il sole continui a splendere a tutto cielo, è tempo di Sagre, e Marradi festeggia in modo speciale: si ricordano infatti i 60 anni dalla prima Sagra delle Castagne. Era il 1963 e un gruppo di persone facente parte di un Comitato Cittadino per l’incremento Turistico presieduto dal Prof. Lodovico Bernabei e che da lì a pochi mesi sarebbe diventato la Pro Loco “Marradese”, scriveva al Prefetto della Provincia di Firenze e al Sindaco di Marradi Cav. Mario Bellini una dettagliata lettera nella quale venivano evidenziati i bisogni del territorio, e si identificava nella affluenza turistica un volano per ridare vivacità al paese e per cercare di combattere lo spopolamento che in quegli anni era sempre più massiccio.
Finalmente la novella Pro Loco, in data 11 Settembre 1964, informava il Sindaco, che era desiderio organizzare una manifestazione popolare-turistica denominata Sagra delle Castagne con lo scopo di valorizzare: il patrimonio dei prodotti Marradesi, in particolare i marroni, le bellezze dei monti e la nota gentile ospitalità del paese; la domenica poteva essere il 18 Ottobre e svolgersi in Piazza Scalelle addobbata con bandiere, festoni, luci e bancarelle dedicate ai marroni e ai suoi prodotti derivati (ballotte,caldarroste,frittelle, torte, castagnaccio…) e sarebbe stato presente anche uno stand divulgativo- culturale della locale scuola di agraria.
Da sempre il marrone era cibo speciale delle genti di montagna, ma in quel periodo tanti castagni erano stati abbattuti per estrarre il tannino per le concerie, altri erano colpiti dal mal dell’inchiostro, una malattia prodotta da funghi e molti castagneti erano in abbandono…, ma questi uomini, oserei dire quasi visionari, riuscirono a dare gambe e cuore alla loro idea e come programmato il 18 Ottobre 1964 si svolse la prima sagra. Mi piace ricordare il nome dei fondatori: Presidente Sergio Zacchini, il farmacista Silvano Ciottoli (che riuscì a presentare anche un souvenir di pregio della ceramista faentina Gianna Boschi), Lodovico Bernabei, Giacomo Lazzarotto, Enzo Mercatali, P.Luigi Nieddu’, Ottorino Randi, Umberto Scalini Scala, e il maestro Renato Ridolfi che era anche assessore al turismo.

Da subito il paese intuì la potenzialità di questa idea, i contadini con lena rinnovata riuscirono a “ripulire”al meglio i castagneti per incentivarne la produzione.
Il successo fu immediato e già nel 1966 la Camera di Commercio di Cuneo scelse la Pro Loco Marradese per il suo convegno internazionale dedicato alla castanicoltura. A cuneo vennero esposti i prodotti di Marradi che furono molto apprezzati, era presente anche una delegazione giapponese che da subito si innamorò dei deliziosi dolci di marroni, come avverrà in tempi recenti con i marrons glacè; il convegno fu la consacrazione del marron buono, unico per le sue caratteristiche organolettiche.
Anno dopo anno la sagra crebbe e a fianco degli stand della Pro-Loco si aggiunsero i commercianti, i produttori locali e soprattutto il mondo dell’associazionismo con il Movimento Cristiano Lavoratori (M.C.L.) in primis con il noto stand dell’Angolo adiacente il Teatro degli Animosi: il nuovo presidente P.Luigi Nieddu’ si impegnò tantissimo per promuovere il marron buono e la terza domenica d’ottobre diventò una data attesa da tanti, e Nieddu’ pensò di istituire anche una sagretta da svolgersi la domenica successiva, poi è storia recente, la Sagra ora si tiene nel mese di Ottobre per quattro domeniche. L’idea del gruppo fondatore si è realizzata in pieno, la sagra ha permesso di far conoscere sempre più Marradi e ancora oggi, nonostante le mille avversità, di questi ultimi anni è fra le più longeve e frequentate. Tanti in questi anni si sono impegnati per la promozione del nostro prodotto “principe” , fra tutti ricordiamo il Prof. Elvio Bellini con i suoi molti studi e con il centro di documentazione del castagno. Sono cambiate regole organizzazione e tanto altro, ma lo spirito ispiratore è sempre lo stesso: la Pro-Loco è ancora oggi un insieme di donne e uomini che con disponibilità, gratuità e anche sacrificio, continuano ad impegnarsi per il loro paese concretizzando il valore di appartenenza a una comunità.
Fedora Anforti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 settembre 2026




