BORGO SAN LORENZO – Non risparmia critiche a nessuno Matteo Lucii della pasticceria borghigiana “Cesarino”: da chi quest’estate se n’è fregato a chi doveva controllare e non l’ha fatto. Il tutto dal punto di vista “interno” di chi nel mondo della ristorazione ci lavora da una vita.
“Il nostro settore è profondamente deluso ed amareggiato, ed uso termini ammissibili -dice subito Lucii-, perché purtroppo stiamo pagando quella che è stato l’individualismo delle persone durante l’estate, con questo bisogno sfrenato di andare oltre ogni buon senso. Stiamo pagando anche la mancanza di coraggio del nostro Governo che non ha fatto scelte impopolari perché c’erano le elezioni e quindi ha rimandato tutti i problemi all’apertura delle scuole”.
Il proprietario di “Cesarino” continua: “Come paventavamo noi, che chiedevamo più controlli dappertutto, siamo arrivati nuovamente ad un piccolo lockdown, perché questo di fatto si tratta: non sono restrizioni, è un lockdown, quasi come quello di qualche mese fa. Chiedevamo controlli perché il settore della ristorazione è uno dei pochi settori in cui le norme vengono seguite dalla quasi totalità dei locali, perché se vai in un ristorante ci sono distanziamenti e tutte le precauzioni del caso. Però vengono fatti chiudere loro”.
Lucii non rinuncia alle proprie critiche anche a livello locale, critiche che più volte ha avanzato pubblicamente: “A livello locale mi dispiace che qualcuno abbia fatto finta di non vedere chi non rispettava le regole. Così ora ci ritroviamo in una situazione drammatica, perché questi sono i mesi in cui il settore della ristorazione e quello delle pasticcerie in particolare fanno gli incassi migliori”.
A bar e pasticcerie, con il limite delle 18 non è andata poi malissimo. Molto più duro è stato il colpo inferto alla ristorazione. Lucii è d’accordo ma evidenzia un problema più generale: “Noi, come pasticceria, siamo fortemente penalizzati non tanto dall’orario di chiusura, perché fino alle 18.00 come orario è sostenibile, e per il dopo anche se con sacrifici e difficoltà ci stiamo organizzando con il delivery. Quello che è devastante è il terrore che viene instillato quotidianamente dal martellamento sul virus, con la gente che ha paura, non esce, si muove meno ed evita di frequentare quelli che sono i presunti locali del contagio”.
E dunque? “Dunque proviamo a tener botta, ci organizziamo di settimana in settimana per riuscire a sopravvivere. Ma sono curioso di vedere a gennaio quanti del nostro settore saranno in grado di continuare”.
Andrea Pelosi
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 ottobre 2020


1 commento
È il sistema societario che è sbagliato..tutto ma propio tuttto non ha più buon senso…anche una pasta ed un caffè a €2.30 non ha senso…andando avanti così una normale colazione arriverà a €3.00 ma per favore…dai