BORGO SAN LORENZO – Irene Pieroni, consigliere comunale del Pd a Borgo San Lorenzo, è la prima firmataria di una mozione recentemente approvata all’unanimità sul tema dei rifiuti, delle tariffe per raccolta e smaltimento, della situazione contrattuale degli operatori.
Con questa nota Pieroni spiega le ragioni di questa iniziativa.

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Questa mozione è nata principalmente per tre esigenze: la necessità di capire il nuovo PEF 2021 di Alia spa, soprattutto in merito al continuo aumento dei costi a carico dell’utente finale, la necessità di continuare a incentivare e sostenere la raccolta porta a porta, il bisogno di trovare una soluzione concreta e reale all’inquadramento economico e contrattuale dei dipendenti delle cooperative che si occupano del servizio di porta a porta.
Per come sono elaborate le tariffe e per come è approvato il PEF da ATO Toscana Centro, possiamo vedere come paradossalmente si crei un processo per cui, se da una parte i Comuni approvano la TARI limitandosi a recepire decisioni di altri soggetti riguardo all’importo complessivo della tariffa, dall’altra essi si assumono la responsabilità, quali rappresentanti della loro collettività, delle scelte adottate in merito alla TARI, proprio perché approvate dai rispettivi Consigli comunali.
Inoltre, quando si dà uno sguardo al PEF e al metodo di formazione delle tariffe, possiamo notare un’incongruenza degli aumenti del costo del servizio per il comportamento di ATO Toscana Centro e del gestore del servizio, ALIA, a causa soprattutto dei maggiori costi di smaltimento dei rifiuti sostenuti da quest’ultimo per tutti i problemi in merito alla programmazione e all’attuazione degli impianti di smaltimento e di trattamento: un argomento, questo, al centro anche delle recenti dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente Monia Monni, che ha affermato come nel nuovo piano rifiuti sia necessario creare impianti virtuosi per il riciclo e il riuso, nell’ottica di un’economia circolare piena e compiuta.
In particolare, per il Comune di Borgo San Lorenzo il Piano Economico Finanziario (PEF) è passato da un costo totale di 2.762.193,39 euro a 3.449.141,30 euro nel periodo 2017 – 2020: se la percentuale di aumento del Comune è del 23% per il 2018 e del 24% per il biennio 2019 – 2020 sul totale dei costi, quelli complessivi del Alia spa aumentano del 25% per il periodo 2017 – 2020; non solo, secondo uno studio redatto dalla UIL, nell’anno della pandemia, il 2020, la TARI è aumentata del 6,1% nella Città Metropolitana di Firenze rispetto al 2019, rappresentando l’incremento più alto tra le altre Metro Città italiane; inoltre, se l’aumento medio della TARI in Italia nel periodo 2016 – 2020 è stato del 2,4%, nello stesso periodo a Firenze è stato del 2,8%.
E qui veniamo anche al nodo dei contratti dei lavoratori di Alia, a causa dell’incongruenza nell’inquadramento economico e salariale della forza lavoro impiegata nel porta a porta: ne sono un esempio i dipendenti della cooperativa ATI Mugello, che ha in appalto, tra le altre cooperative, 60 lavoratori complessivamente, il servizio porta a porta della zona del Mugello, con un inquadramento contrattuale collocabile nel “multiservizi”, e non in quello dell “igiene ambientale” come da CCNL Utilitalia – FISE/Assoambiente, come invece viene riconosciuto ai lavoratori diretti del settore; tale tipologia non solo non rende merito alla loro mansione, ma soprattutto penalizza economicamente i lavoratori in questione, con differenze salariali consistenti: si parla di retribuzioni inferiori anche del 30%, senza contare l’elevato livello di usura fisica che una professione del genere comporta. Questi lavoratori hanno diritto ad avere il loro contratto nazionale, sia da un punto di vista normativo che da un punto di vista economico: sono lavoratori che non hanno quelle garanzie che un contratto nazionale di settore darebbe.
Ultimo ma non meno importante, il passaggio al sistema di raccolta porta a porta che il Comune di Borgo San Lorenzo ha effettuato nel dicembre 2018, dove l’imposta municipale complessiva dei rifiuti viene suddivisa in una parte fissa, non dipendente dal servizio, e una parte variabile, dipendente dalla quantità di rifiuti prodotti e raccolti: questo approccio si sta applicando sempre di più perché serve per una gestione più sostenibile della raccolta dei rifiuti dal punto di vista economico, ambientale e sociale; aiuta le autorità locali a sostenere e ottimizzare le politiche di gestione dei rifiuti e a migliorare la differenziazione e il riciclo dei rifiuti solidi urbani, poiché permette il raggiungimento di un’alta percentuale di raccolta differenziata e di ottima qualità; rende i cittadini più consapevoli riguardo le problematiche relative alla produzione di rifiuti, di conseguenza li invoglia a produrne di meno, proprio perché la tariffa si basa sulla quantità di rifiuti prodotti; un fenomeno, questo che sì è verificato anche nel nostro Comune, visto che la percentuale di raccolta differenziata è passata dal 44,10% del 2017 al 48,68% del 2018, al 77,80% del 2019, dimostrando come il passaggio al porta a porta sia l’approccio fondamentale per l’ottimizzazione di buone pratiche ambientali ma anche e soprattutto economiche.
Per questo è bene ricordare la L.R. 97/2020, dove si mette a disposizione delle tre Autorità ATO 3,5 mln di euro per triennio 2021 – 2023, per incentivare i Comuni toscani ad aumentare la raccolta differenziata di rifiuti e per sostenere contributi specificamente destinati all’utilizzo per la realizzazione di interventi o azioni finalizzati a investimenti in tema di economia circolare: fondi che saranno erogati dagli ATO ai Comuni i quali, nell’ultima annualità per la quale sia disponibile il dato ufficiale, abbiano raggiunto la percentuale di raccolta differenziata prevista dalla normativa nazionale, e successivamente utilizzati per progetti, presentati dai singoli Comuni o in forma associata, destinati a creare potenziali filiere di riciclo, o a far crescere qualitativamente e quantitativamente la raccolta differenziata; da ciò si evince come effettivamente per la Regione Toscana sia una buona pratica continuare a sostenere e incentivare il porta a porta in ogni singolo comune del territorio, unitamente al fatto che i fondi possono e devono essere incrementati: pochissimi, a oggi, sono stati i Comuni premiati.
Tutto ciò premesso, questo è un documento che richiede di convocare nella Commissione 1 e 2 del Comune di Borgo San Lorenzo, con la prima data utile, i vertici di ATO Toscana Centro e ALIA spa, per un’attenta analisi dei costi sostenuti dall’Autorità e dal Gestore del servizio, oltre che del Piano di Ambito, in previsione dell’approvazione del PEF per l’anno 2021; sollecitare la Regione Toscana in merito all’istituzione di un tavolo di lavoro, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, che si adoperi per una giusta ed equa soluzione in merito alle tipologie contrattuali del personale impiegato nel servizio di raccolta porta a porta; richiedere alla Regione Toscana un maggiore supporto economico rispetto a quello positivamente previsto dalla L.R. 97/2020 per i Comuni che raggiungono percentuali di raccolta differenziata più alta, per calmierare le tariffe relative alla TARI, per le utenze domestiche e non domestiche; ma allo stesso tempo impegna il Comune di Borgo San Lorenzo a continuare, nell’ambito delle disposizioni tariffarie, a introdurre premialità per chi effettua correttamente la raccolta differenziata, arrivando a un graduale abbattimento dei costi del servizio, a vantaggio degli utenti, e a strutturare progetti destinati a creare potenziali filiere di riciclo e a contribuire alla crescita della raccolta differenziata nel nostro Comune, nell’ottica di uno sviluppo reale e concreto del concetto di economia circolare.
Irene Pieroni
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 maggio 2021




