Comune unico, unione dei comuni (di tutti oppure solo di alcuni), gestioni associate, convenzioni; l’effetto dirompente della “spending review” si abbatte anche sul Mugello e obbliga i sindaci a confrontarsi con gli amministratori degli altri comuni. Nonostante il governo ininterrotto della sinistra (eccetto l’alto Mugello) e qualche tentativo di gestione associata; il campalinismo ha il sopravvento, così ogni comune, da solo, ha dovuto fare i conti con bilanci sempre più ristretti.
Nel comune piccolo la politica è vicina al cittadino, i servizi sono più mirati e non è detto che costino di più, ma in tempi di vacche magre comune piccolo significa: mancanza di risorse per servizi adeguati, assenza di peso politico nelle decisioni macroterritoriali, maggiori spese per gli organi amministrativi.
La CISL FP è convinta che l’unione dei comuni non sia la soluzione ottimale per garantire una migliore efficienza amministrativa; è infatti un ulteriore ente locale che non sostituisce ma si sovrappone ai comuni che, anzi, restano titolari delle funzioni e dei servizi (direttamente o in convenzione) con un ulteriore aggravio di costi.
Secondo CISL FP la soluzione ideale per il nostro territorio è il comune unico. Il comune unico ha il vantaggio di un maggiore peso politico nei confronti dell’area fiorentina, di un minor costo degli amministratori, di minori spese per la gestione complessiva, di uffici unici per le funzioni di competenza, naturalmente almeno in ogni ex comune dovrebbero essere previsti sportelli per i servizi ai cittadini.
Nonostante il comune unico sia, per CISL FP, la migliore soluzione per una buona amministrazione, va tenuto conto di due fattori che caratterizzano il Mugello; un radicato senso di appartenenza alla propria comunità locale, la cui origine risale al medioevo; l’esistenza decennale di un soggetto sovra comunale quale era la Comunità Montana oggi, forzosamente, trasformata in Unione dei Comuni. Ritengo difficile che gli amministratori, ma anche parte della popolazione, accettino di diluire le proprie peculiarità in un unico soggetto, e forse rinunciare all’esperienza anche positiva della comunità montana sarebbe poco saggio.
La CISL FP è pronta a confrontarsi con gli amministratori locali su questo importante tema che condizionerà il futuro del nostro territorio per ottimizzare l’efficienza delle amministrazioni pubbliche, migliorare i servizi al cittadino, eliminare gli sprechi, salvaguardare la dignità e la professionalità dei dipendenti pubblici che già da alcuni anni sono soggetti a restrizioni economiche (blocco degli stipendi) e numeriche (blocco del turn-over ). Questa politica di risparmio sul personale ha colpito in particolare modo i nostri comuni che hanno organici sotto la media (ma qualche dirigente/funzionario P.O. di troppo).
Le risorse dei comuni, economiche e umane, sempre più scarse, rischiano di riflettere queste criticità sui servizi erogati ai cittadini. Perciò i dipendenti pubblici vogliono essere protagonisti di una nuova stagione improntata all’efficienza della macchina amministrativa, chiedono solo alla politica di metterli nella condizione di svolgere il loro lavoro nel migliore modo possibile. Chiedono soprattutto di non continuare a pagare gli sprechi e le inefficienze dei politici, d’altronde se negli ultimi 5 anni gli stipendi dei dipendenti pubblici è rimasto invariato e il loro numero è diminuito di 175mila unità perché la spesa pubblica è cresciuta di 65 miliardi ?
Per la CISL FP
Donatello Bruschi




