FIRENZE – Hanno scelto una location d’eccezione, i promotori di “Mugello Lab”, lo studio-laboratorio che per un biennio ha visto impegnati studenti della facoltà di architettura dell’Università di Firenze a progettare sul Mugello. Queste idee progettuali, insieme agli interventi di numerosi esperti, e rappresentanti di associazioni e istituzioni, esposti durante due convegni tenuti a Borgo San Lorenzo, ora sono state raccolte in un volume che è stato presentato nella basilica di San Miniato al Monte, a Firenze, curato dal prof. Giuseppe De Luca e dall’arch. Simona Ciubini.
A fare gli onori di casa, padre Bernardo Gianni, che già aveva partecipato a un incontro in Mugello. Qui il suo intervento:
Poi il professor Giuseppe De Luca ha illustrato le finalità della ricerca, definendo il Mugello “una grande città territorio” e sottolineandone positivamente la sua unità culturale, economica, funzionale. Pensando al futuro del Mugello ecco le idee progettuali dei giovani universitari, caratterizzati, ha detto, dalla freschezza e l’illusione di ragazzi, elaborati in un ambito universitario che non deve essere solo trasmissione di conoscenza ma anche di consapevolezza comune.
Anche Giovanni Bettarini, assessore alla cultura del Comune di Firenze ha ripreso il concetto del Mugello come “città diffusa” e ha ringraziato gli organizzatori per l’iniziativa e per il percorso di dialogo attivato per discutere di urbanistica: “spesso invece – ha notato – quando si parla di questi temi lo si fa attraverso le contrapposizioni”.
Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero ha insistito sulla visione unitaria del Mugello portando come segno concreto la predisposizione del piano strutturale unitario per tutta la zona, “una scelta faticosa perché certo sarebbe stato più semplice che ciascun comune facesse il proprio piano urbanistico”. Ignesti non ha mancato di ricordare il contributo che il Mugello ha dato e sta dando alla città, “e questo – ha notato . richiederebbe anche alcune compensazioni, a cominciare dall’impegno per un maggiore sviluppo della Faentina”, ricordando la forte problematicità dei collegamenti viari e ferroviari: “alcuni mesi fa, per il maltempo e le conseguenti frane siamo rimasti pressoché isolati per qualche settimana”. Invece migliori collegamenti favorirebbero nuovi flussi residenziali, “perché qui in Mugello la qualità della vita è migliore, ma senza servizi adeguati Mugello e Firenze si allontanano”. Ultimo cenno, quello ai volumi edilizi che è possibile realizzare. E il sindaco ha insistito sul fatto che in alcune zone, nuove costruzioni dovrebbero essere rese possibili.
Secondo Sara Di Maio, sindaco di Barberino, il lavoro svolto dagli studenti dimostra una cosa importante “che il governo del territorio, l’urbanistica, devono essere partecipati. La progettazione deve venire da idee ed esigenze di chi il territorio vive.” Poi Di Maio ha aggiunto: “Il Mugello è una città diffusa, con servizi diversamente dislocati, utili a tutti. Ma occorre avere una visione di questa città diffusa e capire quali siano i suoi reali bisogni. A cominciare dal tema dei trasporti.” Su questo il sindaco di Barberino ha rilanciato il tema della Faentina come metropolitana di superficie. “L’attuale ferrovia è sfruttata troppo poco. E un servizio metropolitano che avvicina il Mugello alla città avvantaggerebbe anche la stessa città”. Infine, raccontando dell’esperienza del lago di Bilancino, Di Maio ha fatto riferimento alle normative urbanistiche talvolta troppo rigide: “quando si deve costruire un paesaggio, occorre maggiore flessibilità”. E sui progetti dei giovani ha detto: “Non sono campati in aria, sono proposte utili, possiamo metterli in pratica”.
Qualche distinguo è venuto da Leonardo Romagnoli, sindaco di Borgo San Lorenzo. Partendo dalla propria esperienza di amministratore: “Ho dovuto approvare un nuovo POC sul quale in buona parte non ero d’accordo, l’ho fatto, perché non approvare avrebbe significato bloccare tante attività, ma ora faremo una variante per cambiare quello che non ci piace, anche se alcune cose son difficili da cambiare quando sono approvate”, ha sottolineato come nell’affrontare il tema dello sviluppo abitativo “noi amministratori di sinistra si è persa la capacità di dare risposte anche alle categorie più svantaggiate. Negli ultimi piani regolatori o piani operativi non si parla mai di edilizia residenziale pubblica o economica e popolare come si diceva una volta. Bisognerebbe recuperare questa dimensione perché il diritto all’abitazione è un diritto fondamentale. E non si possono sempre fare piano operativi espansivi: a Borgo San Lorenzo il 18% di abitazioni risulta vuoto, 1700 abitazioni, è un dato significativo. E il Mugello non cresce da un punto di vista demografico dal 2010. E in Alto Mugello ancora peggio.”
Romagnoli è andato controcorrente su un altro tema, quello dei trasporti. “Io la ferrovia Faentina non la vedo come metropolitana. E’ invece una ferrovia interregionale e così deve essere considerata, unisce Toscana e Romagna. L’importante è che funzioni bene”.
La parola poi è passata all’Arcivescovo di Firenze mons. Gherardo Gambelli, che ha definito l’incontro un momento molto bello, sottolineando l’importanza dell’ascolto. Ha fatto riferimento all’intervento introduttivo della ragazza mugellana Elisa Pantuliano – che aveva letto un suo scritto sul Mugello – soffermandosi su una citazione della lettera del bisnonno, “quelle tre parole, amore rispetto e felicità. La felicita va insieme al rispetto e all’amore. Non è possibile una felicita senza amore e rispetto”.
E ha poi letto un passo dell’enciclica “Laudato si” di papa Francesco, sull’ecologia della vita quotidiana, che fa riferimento anche all’urbanistica:
“Non basta la ricerca della bellezza nel progetto, perché ha ancora più valore servire un altro tipo di bellezza: la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco. Anche per questo è tanto importante che il punto di vista degli abitanti del luogo contribuisca sempre all’analisi della pianificazione urbanistica. Come sono belle le città che superano la sfiducia malsana e integrano i differenti e che fanno di tale integrazione un nuovo fattore di sviluppo! Come sono belle le città che, anche nel loro disegno architettonico, sono piene di spazi che collegano, mettono in relazione, favoriscono il riconoscimento dell’altro!”
L’architetto Simona Ciubini, che ha curato l’evento ha infine ringraziato i presenti, mentre l’ing. Giuseppe Moschi di Scarperia, che durante questo percorso di studio ha dato un contributo organizzativo e di idee ha concluso con un impegno: “Quello di stasera – ha detto – non è un punto di arrivo ma un punto di partenza. E ora dobbiamo dar le gambe all’opportunità di avvicinare il Mugello alla città”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 febbraio 2026



























