PALAZZUOLO SUL SENIO – Paolo De Pasquale, che si era proposto candidato sindaco e stava lavorando ad una lista civica per Palazzuolo sul Senio, ha deciso di rinunciare. E si dice molto deluso: “Non tanto per non essere riuscito a formare la lista, ma perché ho trovato un modo di intendere la politica ancora troppo legato alle conoscenze, un modo vecchio. “”Abbiamo cercato di fare una lista civica vera, ma nonostante il gran malcontento che in paese si respira, poi le disponibilità sono state poche”.
Spiega ancora De Pasquale: “C’erano tutte le condizioni per cambiare le cose, ma non faccio l’imperatore, e da solo non posso far niente. Alcuni avevano dato disponibilità, chissà sarà forse un embrione per costruire qualcosa in futuro”. Fino all’amara conclusione: “Ho rinunciato, perché questo progetto aveva come condizione di avere persone competenti, in grado di portare avanti un disegno, non volevamo persone tanto per far numero. Il progetto sarebbe riuscito a partire dalla qualità delle persone, e se questa caratteristica viene a mancare, non si poteva andare aventi: o facciamo le cose fatte bene o le figuracce. Io mi sono confrontato con tutti, di ogni estrazione politica, in modo trasparente, ma ci sono stati sotterfugi e giochi nascosti. Certe persone non sanno che cosa siano vergogna e sincerità. Si vede che non era ancora il momento giusto “.
Alla fine, quindi, la sfida sarà tra il pd Marco Bottino, Paola Cavini con una lista civica appoggiata dal centrodestra, e il sindaco in carica, Phil Moschetti, che, dopo la sfiducia nei suoi confronti espressa dal suo partito, il pd, ha confermato che si presenterà con una propria lista. Ci saranno così due liste dell’area di centrosinistra e una più orientata al centrodestra.
De Pasquale afferma di non parteggiare per nessuno dei contendenti, ma saluta con soddisfazione la candidatura di Paola Cavini – della quale vent’anni fa fu giovane assessore -: “Sono contento che si presenti una palazzuolese che tutti i giorni vive il paese e lo conosce in profondità, conosce le associazioni, conosce i problemi, e la gestione delle cose quotidiane.” Su Moschetti è critico: “Non ho parole. Qualcosa di buono, sul piano amministrativo, avrà sicuramente fatto, ma è stato divisivo, c’è stata una cattiva comunicazione e un mancato coinvolgimento della popolazione”. Mentre su Bottino non esprime giudizi: “Non lo conosco”, dice.
Il rammarico resta. Con una preoccupazione per il paese: “Si parte da un presupposto molto divisivo, di contrapposizione. Invece le cose si risolvono se si fa fronte comune. Al nostro gruppo rimproveravano il fattodi essere persone con poca esperienza. Ma si confonde l’esperienza con la competenza. E dico che se ci troviamo in questa pessima situazione è grazie a persone di esperienza. Meglio forse sarebbe avere apertura mentale e competenza, per fare politica in modo nuovo.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Aprile 2024


