BORGO SAN LORENZO – Riparliamo del “Villaggio La Brocchi”, e oggi ci occupiamo di bilanci. Ogni anno infatti il gestore del Villaggio La Brocchi, ovvero il Progetto Accoglienza di Borgo San Lorenzo è tenuto a presentare all’Unione Montana dei comuni del Mugello il bilancio e una relazione sulle attività.
Da varie parti si è invocata maggiore trasparenza, ma, almeno per i numeri, il Progetto Accoglienza i bilanci li ha sempre presentati.
Vediamo dunque l’ultimo, nel dettaglio.
La voce più consistente del bilancio è il contributo dello Stato per il programma Sprar, ovvero il servizio di accoglienza dei profughi: in un anno, nel 2016, al Villaggio La Brocchi entrano 300 mila euro. La seconda voce dei ricavi è quella del ristorante, per circa 27 mila euro, 15 mila euro vengono da “prestazioni di servizi”, 4500 da erogazioni liberali.
Passiamo alle uscite: la principale è quella degli stipendi, quasi 104 mila euro, ai quali aggiungere 28 mila euro di contributi previdenziali, 7500 euro per il tfr e 4700 di voucher. Circa 3500 euro sono stati utilizzati per consulenze professionali, oltre 13 mila euro per viaggi e trasferte, e oltre 7000 per i corsi professionali.
Ancora, 22 mila euro sono per l’acquisto di generi alimentari, 5400 per acquisto stoviglie e piccola attrezzatura, 1100 per spese per didattica, 110 euro per spese di lavanderia. Per le quote in contanti date ai profughi, il pocket money, nel 2016 si sono spesi 11.500 euro.
Poi le utenze: 14 mila euro di luce, 4500 di telefono, 4000 per l’acqua, 23 mila euro di tassa per i rifiuti.
Qualche dato però dalle carte fornite dal Progetto Accoglienza non si riesce a comprendere. Anzitutto quello sul numero degli ospiti presenti nell’ultimo anno. Nella relazione si dice subito che il Villaggio ha ospitato “ad oggi 50 famiglie immigrate per un totale di 184 persone”. 184 persone in oltre 12 anni, è comunque un dato aggregato. Più avanti si specifica: “Durante il 2016 sono passate dal Villaggio complessivamente 11 famiglie, alcune delle quali ancora presenti”. Un po’ più di precisione -nei periodi di presenza, e specificando il numero delle persone- sarebbe stata necessaria, anche se 300 mila euro per 11 famiglie, diverse delle quali sembra non siano rimaste al villaggio per l’intero anno, è comunque una bella cifra. Così come si resta molto sul generico sul funzionamento e il reale utilizzo del ristorante, la cui struttura fu interamente realizzata con fondi dell’allora Comunità montana.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 dicembre 2017





