
SCARPERIA E SAN PIERO – Nessuno può dimenticare la storia del piccolo Michele, di appena tre anni, ucciso nel 2018 dal padre, durante una lite familiare (articolo qui). Dopo il processo, dopo che a Niccolò Patriarchi è stato negato il TSO e che il Comune si è costituito parte civile contro di lui, adesso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per non aver protetto una donna ed i suoi figli dalla violenza domestica.
“I procuratori – si legge nella sentenza – sono rimasti passivi di fronte ai gravi rischi che correva la donna e con la loro inazione hanno permesso al compagno di continuare a minacciarla e aggredirla”.
Per questo motivo, lo Stato dovrà versare alla donna 32mila euro per danni morali. Ed è stata lei stessa a presentare ricordo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dopo che una perizia, disposta dal tribunale di Firenze a seguito di una denuncia per maltrattamenti antecedenti al delitto, aveva definito il padre “socialmente pericoloso e bisognoso di farmaci per rimanere sotto controllo”. Inoltre, Patriarchi aveva già riportato una condanna per violenze su un’altra donna. Alla luce di questi fatti, quindi, i legali della donna hanno sostenuto che lo stato non fosse in grado di adottare le misure necessarie per la sua protezione, violando così il diritto alla vita del piccolo Michele.
I.DV.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Aprile 2022

