BARBERINO DI MUGELLO – Dopo la bocciatura della Sp 107 da parte del Consiglio comunale di Borgo San Lorenzo (articolo qui), Silvia Castellani, del gruppo Centrodestra Mugello – Fratelli d’Italia nel Consiglio dell’Unione dei Comuni, riflette: “Nel Mugello la sinistra non esiste più come blocco monolitico; da una parte esiste una sinistra “istituzionale” che vuole un Mugello moderno, dall’altra una sinistra legata ai movimenti locali e a una visione di mantenimento in chiave “ecologica” del territorio, che di fatto non offre servizi alternativi”. Ma ecco il suo contributo integrale
La questione della SP 107 non è più solo una questione di asfalto e viabilità; è diventata il sismografo che sta registrando una profonda frattura politica nel cuore della sinistra mugellana e comuni limitrofi. Quello che emerge dagli ultimi Consigli comunali e dalle dichiarazioni dei primi cittadini è un quadro di frammentazione senza precedenti, dove i confini tra maggioranza e opposizione si fanno labili a favore di schieramenti trasversali.
L’Asse del “Sì” vede l’inedita convergenza PD-Centrodestra. Il dato politico più clamoroso è la compattezza del centrodestra, che ha trovato una sponda solida in quella parte del Partito Democratico più vicina alla linea del Governatore Eugenio Giani.
Sindaci come Federico Ignesti (Scarperia e San Piero) si pongono come capofila di un’ala pragmatica che vede nell’opera della SP 107 uno snodo necessario.
Questa sintonia tra l’area Giani e le opposizioni storiche di centrodestra ha creato una coalizione “di fatto” che isola le componenti più radicali, spostando l’asse decisionale verso una visione infrastrutturale decisa.
Il Fronte del “No” ha schierato il Comune di Borgo San Lorenzo e il “modello Calenzano”.
Qui la spaccatura interna della sinistra è diventata ancora più evidente. La sinistra dei dem, insieme al Movimento 5 Stelle, ha alzato le barricate, trovando una sponda istituzionale forte di contrarietà alla arteria in alcuni territori chiave del Mugello.
Sindaci come Federico Ignesti (Scarperia e San Piero) si pongono come capofila di un’ala pragmatica che vede nell’opera della SP 107 uno snodo necessario.
Questa sintonia tra l’area Giani e le opposizioni storiche di centrodestra ha creato una coalizione “di fatto” che isola le componenti più radicali, spostando l’asse decisionale verso una visione infrastrutturale decisa.
Il Fronte del “No” ha schierato il Comune di Borgo San Lorenzo e il “modello Calenzano”.
Qui la spaccatura interna della sinistra è diventata ancora più evidente. La sinistra dei dem, insieme al Movimento 5 Stelle, ha alzato le barricate, trovando una sponda istituzionale forte di contrarietà alla arteria in alcuni territori chiave del Mugello.
Il consiglio comunale di Borgo San Lorenzo ha formalizzato in sede consiliare un netto rifiuto, agendo da catalizzatore per il dissenso.
Anche a Calenzano, il sindaco Giuseppe Carovani ha confermato la sua contrarietà, saldando un fronte che vede nell’impatto ambientale e nella gestione del territorio priorità inconciliabili con il progetto attuale.
In questo scenario, alcuni sindaci del Mugello hanno scelto la via della prudenza e della attesa. Il loro diventa un equilibrio precario dettato dalla necessità di non incendiare i propri consigli comunali e, al contempo, non entrare in rotta di collisione con la Giunta Regionale e la Città Metropolitana.
Anche a Calenzano, il sindaco Giuseppe Carovani ha confermato la sua contrarietà, saldando un fronte che vede nell’impatto ambientale e nella gestione del territorio priorità inconciliabili con il progetto attuale.
In questo scenario, alcuni sindaci del Mugello hanno scelto la via della prudenza e della attesa. Il loro diventa un equilibrio precario dettato dalla necessità di non incendiare i propri consigli comunali e, al contempo, non entrare in rotta di collisione con la Giunta Regionale e la Città Metropolitana.
“Si attende l’evoluzione degli eventi per evitare dissidi interni”. È questo il mantra di chi, al momento, preferisce non esporsi, consapevole che la SP 107 è diventata una prova di forza per la tenuta della coalizione che sostiene Giani in Regione. La spaccatura diventa ancora più evidente in Unione dei Comuni del Mugello. Sono stati due i documenti di impegnativa proposti in consiglio dell’Unione, di segno contrario l’uno con l’altro. È qui che la spaccatura tra sinistra moderata e sinistra- verdi- 5 stelle appare ancora più evidente. Vedremo a inizio maggio chi la spunterà, dimostrando da che parte vuole davvero stare il Mugello.
Infine una nota politica. Quella esistente è una sinistra a due velocità. La vicenda della SP 107 mette a nudo una realtà complessa. Nel Mugello la sinistra non esiste più come blocco monolitico. Da una parte esiste una sinistra “istituzionale” che vuole un Mugello moderno, dinamico e al servizio di tanti residenti mugellani che per lavoro o studio devono per forza servirsi delle strade che collegano il Mugello con la piana; dall’altra una sinistra legata ai movimenti locali e a una visione di mantenimento in chiave “ecologica” del territorio, che di fatto non offre servizi alternativi, non lavora per ottenere treni e autobus più efficienti, che non offre prospettive, ma solo blocchi.
Questa spaccatura, che col tempo diventa sempre più evidente, rischia di lasciare ferite profonde in vista delle prossime tornate elettorali, trasformando l’attualità di una strada provinciale in un terreno di scontro per l’intera area mugellana.
Questa spaccatura, che col tempo diventa sempre più evidente, rischia di lasciare ferite profonde in vista delle prossime tornate elettorali, trasformando l’attualità di una strada provinciale in un terreno di scontro per l’intera area mugellana.
Silvia Castellani – Centrodestra Mugello – Fratelli d’Italia
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Aprile 2026





1 commento
Non capisco come mai tanti negano che sarebbe un ottimo collegamento alternativo alle mulattiere che ci sono e sono molto datate che mantenerle va bene ma non le potrai mai adeguarle ai flussi di traffico che ci sono oggi saluti.