BORGO SAN LORENZO – Sarà un congresso parecchio teso, quello che il Partito Democratico di Borgo San Lorenzo si prepara a tenere per eleggere i nuovi organi dirigenti del partito a livello locale. Operazione delicata e di grande rilievo politico, perché chi vince, nel 2019, gestirà la formazione della lista per il prossimo consiglio comunale. E si annuncia un vero e proprio braccio di ferro tra le due componenti che da tempo si fronteggiano. Ad aumentare la tensione c’è poi il tentativo del sindaco Omoboni e del suo gruppo, da poco iscritti al Pd, di prendere il controllo del circolo, saldandosi con la componente renziana. Gli altri (in gran parte l’area ex-Pds e tutti gli “orlandiani”) non sono stati a guardare e si sono messi in moto a far tessere su tessere. Per ridurre le distanze, che che nelle ultime votazioni, per il congresso nazionale, il gruppo dei “renziani” di Omoboni & Becchi ottennero una maggioranza schiacciante.
Se questi stanno per lanciare la candidatura di Giacomo Bagni, che è stato l’ultimo coordinatore di “Borgo Migliore”, gli “orlandiani” e coloro che non vedono di buon occhio il sindaco hanno deciso di puntare sul segretario uscente, Gabriele Timpanelli, che aveva fatto sapere di non volersi ricandidare, ma che ha ora cambiato idea. In questa intervista Timpanelli dice la sua sulla situazione politica del PD, sul prossimo congresso, e sulla sua candidatura.
Timpanelli, è fissata la data del congresso? Come è andata la riapertura del tesseramento? Tra qualche giorno, per l’esattezza il 14 ottobre, il PD farà 10 anni. Ero molto giovane e ricordo benissimo quel giorno. L’entusiasmo, la passione e la consapevolezza di sentirsi parte di una grande comunità. Ancora non abbiamo deciso la data per il nostro congresso ma vorrei tanto farlo il 14 ottobre per festeggiare insieme alla nostra gente.
Si sa, nelle stagioni congressuali, il tesseramento aumenta sensibilmente ed anche quest’anno il trend è confermato. Il nostro Circolo aveva già un notevole numero di iscritti in controtendenza rispetto al resto del territorio mugellano e fiorentino.
L’ultimo congresso, che portò alla tua elezione fu unitario. Ma preceduto da una contrapposizione forte, mai vissuta nel PD borghigiano. Questo che congresso sarà? Un congresso tranquillo, magari con una candidatura unitaria, o un congresso con gruppi contrapposti? Ci avviciniamo molto alla scadenza elettorale per cui questo congresso sarà un punto di partenza fondamentale per presentarsi al meglio all’appuntamento. Il PD borghigiano ha passato un periodo, penso al 2014, complicato da cui ne è uscito bene. Ha avuto anche notevoli cambiamenti, basti pensare all’ingresso del Sindaco con la conseguente chiusura della lista di cui faceva parte. Dal congresso il PD dovrà uscire rafforzato e non spaccato, questo è il punto.
Per quanto mi riguarda credo che siano stati tre anni di buona gestione unitaria. In questo periodo ho maturato e accresciuto la mia esperienza per questo ho deciso di rimettermi a disposizione.
Avevi pensato di non ricandidarti. Cosa ti ha fatto cambiare idea? La politica per me è sempre stata un servizio, un servizio per questa comunità da cui ho avuto molto. In tanti mi hanno chiesto ripresentarmi, non ho potuto far finta di niente.
La tua candidatura può essere letta come il tentativo di arginare la conquista del PD borghigiano da parte del gruppo del Sindaco, iniziata con il passaggio dello stesso Omoboni nel pd continuata con un massiccio reclutamento di nuovi iscritti? Oppure sei il candidato degli orlandiani contro il gruppo dei renziani? E parlando di tessere, hai qualche osservazione da fare sulle modalità altrui di reclutamento? Io sono il segretario uscente che ha contribuito e non ostacolato l’entrata del Sindaco e di altre persone perché lo ritengo un valore aggiunto, certo non senza difficoltà. Il PD, come già ricordato, ha dieci anni ma ha delle radici di valori, di storia molto bene definite. Quindi si capisce bene che una parte della nostra gente abbia visto con perplessità l’entrata di persone che, per ora, hanno condiviso ben poco con il PD. Ma il PD nasce proprio per questo, non mette paletti. Nasce per essere un partito aperto e inclusivo, dove si lavora per uno scopo comune. E chi lo guida deve avere la capacità di unire e non dividere.
Fa piacere che la mia candidatura abbia un sostegno trasversale: renziani, orlandiani, più di metà del gruppo consiliare etc. Questo dimostra che negli anni ho sempre lavorato per il bene del PD di Borgo, sarebbe un errore considerare un congresso locale attraverso logiche nazionali.
Per quanto riguarda il reclutamento di tessere credo non debba aggiungere altro. Siamo una piccola comunità e in una piccola comunità cosa si fa è sotto gli occhi di tutti, ognuno ha i suoi metodi.
Non c’è ufficialità ma pare che il gruppo Omoboni-Becchi, abbia sul trampolino di lancio la candidatura di Giacomo Bagni. Cosa non ti convince in questa proposta? Non sarebbe un buon segretario per il PD di Borgo, per le sue capacità di mediazione? Se dovesse essere confermato questo nome, la ritengo una candidatura rischiosa per tutto quello che ho detto prima. Per quel poco che ho avuto modo di conoscere, prima da collega di opposizione in Consiglio Comunale, poi da coordinatore di Borgo Migliore, ora da iscritto PD, non saprei risponderti sulle capacità di mediazione. So solo che una parte della nostra comunità non capirebbe la sua candidatura.
Pensi di dimetterti da Presidente del Consiglio Comunale o che ti chiederanno di dimetterti? E’ un onore fare il Presidente del Consiglio Comunale, votato dai Consiglieri. Un ruolo che svolgo con imparzialità e attenzione, un tentativo che credo mi sia riconosciuto anche dai gruppi di opposizione. Non vedo cosa c’entra la Presidenza del Consiglio Comunale con il congresso del PD. Detto questo non credo che qualcuno mi chiederà di dimettermi.
Se vincerai, che linea intendi seguire? Vorrei continuare nel percorso iniziato, dedicare più spazio e tempo ad ascoltare e dare risposte alle tante esigenze che la nostra comunità chiede. Continuare e rafforzare il sostegno all’amministrazione con in vista le prossime elezioni. Aperti, inclusivi e uniti.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello –3 ottobre 2017




