BORGO SAN LORENZO – Fino alla chiusura delle candidature, un’ipotesi aleggiava, nell’area del centrodestra, in cerca di una figura idonea. Quella di veder candidato Claudio Scarpelli, ex-sindaco di Firenzuola, persona stimata e competente; e che più volte, anche su queste pagine, è intervenuto per commentare e criticare. Sembrava una preparazione alla candidatura, ma poi la cosa non è andata avanti. E ora, a bocce ferme, Scarpelli accetta di spiegare, in questa intervista, cosa è accaduto.
In molti credevano di ritrovarti candidato Sindaco a Borgo san Lorenzo. Come mai invece la cosa non si è concretizzata?
Onestamente, io abito a Firenzuola e nell’eventualità di dovere amministrare Borgo, tale distanza avrebbe rappresentato sicuramente un problema; però lo scorso autunno in una serie di incontri, avevo ricevuto concrete e reiterate offerte da parte di Lega e Forza Italia, che approfitto per ringraziare della fiducia, per una mia eventuale candidatura a Sindaco della coalizione di centrodestra. Purtroppo in un successivo colloquio con Fratelli d’Italia, fui costretto a riscontrare una totale chiusura sul mio nome da parte di quel partito.
Per quale motivo?
Mi fu semplicemente comunicato che il mio nome non era gradito, e che tra l’altro avevano già individuato, legittimamente, in Fulvia Penni il candidato ideale per guidare la coalizione di centrodestra, pertanto la cosa si chiuse lì, anche se poi le cose non sono andate proprio come mi erano state esposte.
Che intendi dire?
La scelta da parte di Fratelli d’Italia di preferire la candidatura di Fulvia Penni rispetto al sottoscritto, oltre che legittima sarà stata sicuramente valutata e pesata dal punto di vista elettorale e politico, si tratta di una nota imprenditrice borghigiana che forse Fratelli d’Italia ha giudicato più idonea del sottoscritto per provare a strappare il Comune alla sinistra, un candidato civico, che però mi sarei aspettato di vedere direttamente alla guida della coalizione di Centrodestra, coalizione che invece, di fatto, viene a trovarsi in una posizione di subalternità alla lista BorgoRosso costruita da Penni. Basta vedere la campagna elettorale sugli organi d’informazione e sui social, questa lista ha assunto una posizione egemone, totalizzante, il Centrodestra non ha nemmeno una pagina facebook, ma tutta la comunicazione elettorale passa attraverso BorgoRosso.
Ritieni che questa strategia di relegare i partiti di centrodestra in secondo piano, sia ideologica o una mossa elettorale?
Sicuramente c’è una base ideologica, visto che il candidato sindaco Penni non perde occasione per rimarcare, lecitamente, la non appartenenza a quell’area politica, ed anche il proprio background di sinistra. Al contempo non posso non rilevare che per la prima volta dal 1995, anno di introduzione della elezione diretta del Sindaco, i partiti di area centrodestra a Borgo San Lorenzo non hanno un proprio candidato, nel 2019 ne avevano addirittura due, ma adesso hanno scelto di assumere una posizione totalmente gregaria a BorgoRosso, cercando di far convergere il proprio consenso elettorale sul candidato espressione di quella lista; in sintesi a Borgo la poltrona di sindaco se la contendono la Sinistra, il PD e BorgoRosso di Penni. Con il centrodestra grande assente per la carica di sindaco.
Dopo la chiusura di FDI hai avuto successivi contatti per una tua eventuale partecipazione alle liste di sostegno alla Penni?
Alla fine di Aprile, pochi giorni prima della chiusura delle liste, ho incontrato un rappresentante di BorgoRosso, che mi ha prospettato la possibilità di una eventuale candidatura in una delle altre liste, offerta che ho gentilmente declinato.
Per quale motivo?
Vede, io nella mia esperienza di amministratore ho sempre collaborato proficuamente con tutte le aree politiche anche di sinistra, ma pur non essendo mai stato tesserato per nessun partito ho sempre manifestato la mia vicinanza al centrodestra; Borgo San Lorenzo non è un Comune piccolo come Firenzuola, dove l’appartenenza politica assume una posizione marginale quando si tratta di amministrare, qui si parla di un Comune di 20.000 abitanti, dove l’ideologia comunista prima e di sinistra poi da ottant’anni l’han fatta da padrona, dove simboli, nomi, colori hanno ancora la loro importanza, e vista la chiusura di Fratelli d’Italia l’unica alternativa per me sarebbe stata quella di sposare il progetto BorgoRosso, nome e colore che non si confà alla mia tradizione politica.
E allora?
Io ho sempre praticato la politica senza nessun secondo fine, solo per passione emozione coinvolgimento, come il calcio, e come nel calcio simboli, nomi, colori sono determinanti, sono tifoso viola da sempre, meglio secondi che vincere lo scudetto con la maglia bianconera, non trova?
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 maggio 2024




