MUGELLO – Non c’è paragone tra l’avverbio ‘perché ‘ e il detto ‘col senno di poi’. Io preferisco l’avverbio, fino a correre il rischio di essere tacciato di antipatriottismo. Meglio mettere in chiaro le cose ‘durante’ che affidarsi dopodomani alle commissioni d’inchiesta, cioè al senno di poi. Anche all’indomani della Prima Guerra Mondiale venne formata una commissione d’inchiesta. Confermò tra l’altro quello che già si sapeva: ad alcuni reggimenti erano stati forniti scarponi con le suole malconce, poco più che cartone pressato. Le condanne per i fornitori ci furono, a conflitto finito, ma i fanti avevano continuato a combattere con scarpe da spiaggia.
La sollecitazione è figlia di una ragione: se, pur rallentando l’espansione del virus, l’epidemia e i suoi effetti dureranno ancora a lungo, è opportuno mettere mano rapidamente alla soluzione dei problemi che hanno reso più complicato gestire un’emergenza terribile. Non sono in discussione le ferree e opportune regole imposte dal governo. Vanno benissimo. Qui, però, non si discute di strategia ma degli strumenti indispensabili, elementari per realizzarla. Tutti alla stanga, dunque, tutti a fare il proprio dovere, ma senza tapparsi occhi e orecchie. Con un racconto di verità.
Inutile sottacerli, i problemi. Sono di faccia a ciascuno di noi e vanno affrontati con determinazione. Del resto, se i medici vengono paragonati a eroi omerici, non è perché fanno il loro lavoro. È perché spesso lo fanno in condizioni proibitive, talvolta a mani nude, presidiando il confine tra la vita e la morte con mezzi spesso inadeguati.
Mercoledì 25 marzo ne ho parlato in commissione al senato, la giusta sede. Ora ne parlo qui, da fresco volontario di una pubblica assistenza che ogni giorno si danna per rendere migliore la vita degli ultimi. Con una sfilza di avverbi.
Perché devo affidarmi alla bontà di un farmacista di paese per avere almeno una manciata di mascherine da distribuire a chi non le ha e non trovandole in vendita, a oltre un mese dall’esplosione del virus, non può acquistarle?
Perché nelle case di cura, comprese alcune nel nostro Mugello, si continua a contrarre il morbo più che altrove?
Perché i medici mi confessano che, a oltre un mese dall’esplosione del virus, continuano a scarseggiare i camici monouso e le mascherine?
Perché i tamponi a domicilio, a oltre un mese dall’esplosione del virus, vengono eseguiti solo con grande ritardo?
Perché il numero dei malati a casa è sconosciuto a chiunque e poterli visitare è impossibile perché mancano i sistemi di protezione e non si conoscono ancora i protocolli?
Perché l’ossigeno liquido necessario per la cura dei malati domestici, a oltre un mese dall’esplosione del virus, è introvabile?
Perché in taluni ospedali scarseggiano, a oltre un mese dall’esplosione del virus, visiere, tute, perfino le sovrascarpe?
Perché, in regime di totale emergenza, anziché procedere ad acquisti diretti oppure a ‘militarizzare’ aziende per far produrre dispositivi di protezione, si fanno le gare, e dunque tempo e procedure raddoppiano?
I benpensanti sparleranno ora come in un coro da messa – ma come, proprio ora, non è affatto il momento – già, ma a quel ‘ce la faremo’ scarabocchiato su un lenzuolo o su un pezzo di carta e appeso ai balconi di mezza Italia, una risposta va data senza aspettare commissioni d’inchiesta.
Riccardo Nencini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Aprile 2020




4 commenti
Caro Senatore giustissime le sue osservazioni ma il risultato dell’insieme delle inefficienze da Lei elencate è figlio dello smantellamento della sanità pubblica più comunemente nascosto dietro alla parolina “tagli”. Ci sarà chiaramente anche una componente organizzativa che è giusto accertare e correggere. Tuttavia mi piacerebbe conoscere i suoi interventi in parlamento ogni volta, ogni anno, che le maggioranze di turno hanno deciso di tagliare, tagliare, tagliare. Lei si è opposto? Ho alla fine ha votato per i tagli?
Cordialità
Gianfranco Ferraro
Senatore, se Lei fa parte da tempo della politica italiana, saprà certamente qual’è la risposta alle Sue tante domande: inefficienza, clientelismo, disorganizzazione, mazzette.
Queste parole mettono inevitabilmente d’accordo sia la destra che la sinistra.
Eppoi il popolo pecorone (felice di vedere il c..o di qualche giuliva subrette e il goal di qualche stupido calciatore) egoisticamente centrato sul proprio individuale interesse e non su quello della comunità.
“C’è una certa solidarietà e un’infamia condivisa fra il governo che fa male e il popolo che lascia fare”
Victor Hugo
Senatore, si rende conto, per il ruolo che Lei ha quale parlamentare, dell’effetto che hanno le Sue domande in chi da settimane è dentro il dramma, in chi lavora, rischia e spende la propria vita ripetendo disperatamente quelle cose che drammaticamente continuano a non essere risolte?
Senatore, Lei non può fare due parti in commedia. A Lei sono affidate le responsabilità della politica. A Lei, assieme a tutti gli altri rappresentanti del popolo italiano, è affidato il compito di lavorare per trovare risposte a quelle domande. Lei è stato eletto Senatore in Mugello per trovare risposte concrete ai bisogni anche della nostra gente. E’ lodevole il suo volontariato, ma a Lei, come agli altri politici, è richiesto di più delle comunicazioni in Commissione o dell’ apparizione mediatica o giornalistica.
Con rispetto.
Giancarlo Tonerini
P.S. C’è chi fa rilevare l’esigenza in Mugello di un punto di riferimento qualificato e forte che collabori e aiuti le istituzioni Può essere?
Senatore apprezzo il fatto che Lei si ponga certe domande, ma le risposte a tali quesiti sono da ricondursi a sistematici tagli della Sanità dei vari governi, di sinistra e destra, ottusi e non lungimiranti nel tempo, ma attenti e favorevoli a clientelismi di ogni sorta. Noi come personale del Servizio Sanitario sono anni che protestiamo verso le politiche di riduzioni di posti letto, mancata assunzione di personale e materiali in nome di una efficiente razionalizzazione della spesa pubblica… É chiaro che gli amministratori politici non hanno mai avuto percezione di come funziona un ospedale solamente quando ne hanno bisogno… Quello di cui Lei si accorge è purtroppo la realtà dei fatti non solo di ora ma di anni, è il frutto di politiche di delocalizzazione della produzione dei presidi in nome del risparmio sul costo, ma noi operatori della sanità non siamo mai stati ascoltati, ora siamo eroi e vi siete accorti che siamo indispensabili, speriamo che la politica se ne ricordi di questa esemplare lezione che questo virus ci impone. Lei che di politica s’intende mi auguro che inizi una fase nuova di attenzione verso la sanità e verso una produzione economica nazionale, troppi allievi che ho seguito hanno dovuto andare a lavorare all’estero a causa del blocvo delle assunzioni. La Fase 2 oltre a contingentare aperture, dovrà realizzare anche un piano economico non solo di emergenza, ma di riposizionamento nazionale delle nostre attività produttive in modo da risollevare il nostro Paese. Io il mio lavoro lo faccio da 30 anni il resto lo deve fare la politica e la scienza. Grazie per l’attenzione.