MUGELLO – Philip Moschetti, sindaco di Palazzuolo sul Senio, si è dimesso da presidente dell’Unione montana dei Comuni del Mugello. E in questa intervista traccia un bilancio della sua presidenza, e analizza lo stato dell’ente mugellano.
Presidente, perché queste dimissioni anticipate?
“Sarei comunque decaduto fra meno di tre mesi. Ho interpretato il mio come un incarico di mandato, cioè di cose da fare. Ritengo di aver terminato quel che mi ero impegnato a fare, rispondendo a quella serie di necessità che erano più evidenti. In questi mesi rimanenti, inoltre, non avrei potuto portare a conclusione altro, visto che entriamo nel periodo natalizio e le cose rimaste da fare sono complesse, in primis il bilancio, e ho preferito dare due mesi in più al nuovo Presidente”.
Quali sono i principali obiettivi raggiunti, e dei quali va orgoglioso?
Intanto occorre ricordare che il mandato effettivo è durato poco meno di un anno e mezzo, perché l’emergenza covid ha bloccato molte attività, e per un anno non avevamo neppure il personale a disposizione. Questa crisi ha segnato il primo anno di mandato impedendo di portare avanti il lavoro che insieme alla Giunta ci eravamo prefissati limitando in nostro lavoro alla gestione dell’emergenza connessa ad una situazione nuova per affrontare la quale non avevamo gli strumenti adeguati. Passata la fase acuta sono state portate avanti le azioni decise in fase d’elezione.
Siamo riusciti a fare il bando per la concessione in gestione del centro Carni, ora intitolato al compianto “Adriano Borgioli”, questione bloccata da anni; abbiamo fatto ripartire la Polizia Municipale, con l’avvio del concorso di assunzione e con una ristrutturazione generale, abbiamo realizzato il distretto intermontano, primo in Italia, che consente ai Vigili del Fuoco nei comuni confinanti tra Toscana ed Emilia Romagna di intervenire rapidamente senza più ostacoli, come abbiamo visto anche nella vicenda del bambno disperso a Palazzuolo.
Ancora, abbiamo ristrutturato alcuni torrenti che rischiavano di provocare problemi ambientali, e ancor più importante dopo ventidue anni, siamo riusciti a far ripartire l’iter di realizzazione dei laghetti a servizio delle aziende agricole. Infine abbiamo critto il progetto di riorganizzazione dell’Ufficio Ambiente Intercomunale. Tutto questo in poco più di un anno, e penso che sarebbe stato difficile far di più in un ente pubblico”.
Rammarichi invece?
“Aver lasciato incompiuto e me ne dispiace molto, la stato del personale della Protezione Civile, che deve essere migliorato. Ed anche non aver concluso l’accertamento dei residui in bilancio che richiede ancora un po di tempo. Ultimamente vi è stata su un tema vicino anche un’interrogazione, cui si potrà dare piena risposta proprio al termine di questo riaccertamento”.
E i rapporti con i colleghi sindaci?
“Il tema del rapporto fra Comuni, ancor prima che fra Sindaci, è di un problema sollevato sin dalla trasformazione da Comunità in Unione. In un ente di servizio, dove nei sindaci c’è una giusta sensibilità e attenzione verso il proprio comune, questa situazione è quasi inevitabile. Da parte mia ho resistito ad alcune spinte centripete che venivano dalla Regione.
Ho visto poi un pezzo sul “Filo” che riportava impressioni critiche in forma anonima. Ma agli attacchi anonimi, anche se riportati su un giornale, io ritengo di non rispondere.
Piuttosto, poiché parliamo di Unione, mi permetta di ringraziare i dipendenti dell’Unione, a cominciare dall’ingegner Vincenzo Massaro, persona di grandissima competenza ed acume; i comandanti di distretto della Polizia Municipale, Bambi, Baldini, Poggiali e Baldini, che mi hanno aiutato in un’operazione di riorganizzazione assai complessa ed hanno affrontato la situazione Covid con rara capacità e competenza.
Ancora voglio ricordare in ordine alfabetico, Girolamo Bartoloni ed Emanuele Falciani della Protezione Civile Intercomunale per il loro impegno continuo specialmente in occasione del terremoto ma non solo. È anche grazie a loro se la regione mi ha assegnato il Pegaso d’ora, fra i primi nel Mugello. E ancora, Federica Bianchi del SUAP, Stefano Manni come membro del PAF ed anche come membro della RSU, Michele Conti dell’IT, Edoardo Ciprianetti, dell’ufficio turismo, Ilaria Moscardi, responsabile dell’Ufficio Gare ed infine Giuseppe Rosa, tutte persone assolutamente competenti e disponibili a lavorare su un progetto di innovazione dell’Ente. Un ringraziamento anche a Johnny Tagliaferri, ora al Comune di Vicchio, per il supporto datomi durante il suo periodo all’Unione”.
Cos’è che rende difficile amministrare l’Unione dei Comuni?
“La difficoltà sta nel capire il ruolo di questo ente che è fondamentalmente un centro di servizi e non ha poteri autonomi. Torniamo al tema della trasformazione da Comunità Montana a Unione dei Comuni. Nelle ultime due occasioni in cui si è scelto di utilizzare gli attivi di bilancio dell’Unione la scelta è stata di finanziare in quote per ciascun comune: nello specifico le asfaltature delle strade durante la precedente presidenza, e quest’anno, di coprire gli squilibri conseguenti al venir meno dei canoni di concessione. D’altra parte l’ente è disegnato così, e non avendo autonomia, non può essere che così”.
Che consiglio darà al suo successore, Stefano Passiatore?
“Non mi permetto di dare alcun consiglio, e quello che c’è da fare lo deciderà insieme alla Giunta cui parteciperò come membro di giunta, forse anche con un po’ più di libertà rispetto alla situazione attuale.”






