BORGO SAN LORENZO – Continuiamo a leggere, in pillole, l’enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas”.
“L’’idea di ‘giustizia sociale’ aiuta a riconoscere che le ingiustizie non nascono solo da scelte sbagliate dei singoli, ma anche da strutture, meccanismi, assetti economici e culturali che producono disuguaglianza quasi automaticamente. San Giovanni Paolo II ha parlato in questo senso di strutture di peccato, che si oppongono alla volontà di Dio e richiedono un impegno di conversione personale e sociale”. (n.79)
Avevo vent’anni quando in occasione della “giornata della pace” del 1972 Paolo VI lanciò il suo messaggio: “Se vuoi la pace, lavora per la giustizia”. Prima di lui lo stesso pensiero lo aveva ben espresso il salmo 85: “Giustizia e pace si baceranno”. Non si arriva alla pace senza passare per la giustizia!
Ormai da molti decenni i notiziari ci informano tempestivamente sull’andamento della borsa; ci sono anche trasmissioni apposite sull’argomento. Non sarebbe oltremodo opportuno che venissero date informazioni costanti sul potere di acquisto dei salari, sulle possibilità effettive delle persone di accedere alla sanità, alla cultura, sul progredire o meno della povertà. Siccome questo non avviene, significa che l’interesse dell’azionista viene ritenuto superiore rispetto a quello di tutti gli altri. Nel frattempo i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri più poveri. E noi credenti dove eravamo? Nelle nostre scelte politiche abbiamo esercitato un adeguato discernimento?
Lo stesso discorso vale nei rapporti tra i popoli. Quelli ricchi depredano, conquistano, creano sconquassi, generano inevitabili processi migratori e nelle nostre società viene attribuita agli immigrati la responsabilità di tutte le cose che non vanno. Ed è drammatico che molti “credenti” siano di quest’avviso.
“Magnifica Humanitas” in pillole, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – luglio 2026


