MUGELLO – L’Onorevole Mazzetti parla di una sinistra che “fomenta paure infondate” tramite “i propri sindaci facendo loro dire che molte opere già finanziate dal Pnrr non potranno essere realizzate”.
“Sul Pnrr la sinistra ha fatto molto rumore per nulla, quasi facendo il tifo per il fallimento del governo, dunque contro il nostro Paese. La sinistra, come sempre, fomenta paure infondate: questa volta l’ha fatto tramite i propri sindaci facendo loro dire che molte opere già finanziate dal Pnrr non potranno essere realizzate ma anche in questo caso è stata smentita dalle evidenze illustrate dal Ministro Fitto nella sua informativa. Il governo ha lavorato per ottenere i fondi entro 2023, rimodulando i progetti con realismo e ottenendo parere favorevole dalla Ue: è stato rigoroso e serio e i risultati si vedono”. A dirlo Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia. “È molto positivo – nota Mazzetti – che ci sia un canale di dialogo concreto e sereno con la Ue, grazie all’autorevolezza del governo e all’impegno del Ministro Tajani, che permetterà di portare a conclusione il Pnrr: sono finanziamenti importanti che devono essere investiti con oculatezza e programmazione, mettendo in evidenza fin da subito che alcuni progetti programmati prima del Pnrr e inseriti nel piano potrebbero non essere conclusi, questo va detto con grande senso di responsabilità e onestà intellettuale”. “Adesso la partita si sposta sui territori – ricorda Mazzetti – dove le opere finalizzate andranno materialmente completate: grazie anche a una serie di norme volte alla semplificazione sarà più semplice fare le opere e farle bene”. “Una cosa positiva l’ha fatta l’opposizione: chiedere una informativa da parte del Ministro Fitto cosicché tutta la Nazione adesso ha a disposizione la verità, i fatti ovvero i progressi del Pnrr, senza più allarmismi e propaganda”, conclude Mazzetti.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 agosto 2023





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Sembra che a essere preoccupati siano anche i tecnici di Camera e Senato, che in un dossier certificano come il governo non abbia ancora specificato «quali saranno gli strumenti e le modalità» che verranno usati per cambiare la fonte di finanziamento», visto che i progetti saranno definanziati.
Può diventare un problema – si legge nel dossier pubblicato dal “Servizio studi” di Camera e Senato – innanzitutto per la sorte di quei «progetti che si trovano in stadio più avanzato» e che rischierebbero «rallentamenti o incertezze attuative», nel momento in cui dovessero uscire dal sistema del Pnrr e proseguire con regole diverse.
Sapere poi quali nuove fonti di finanziamento verranno usate è «fondamentale», evidenziano i tecnici parlamentari nel loro dossier, «per verificare che queste fonti alternative dispongano di un’adeguata dotazione di competenza e di cassa nell’ambito del bilancio dello Stato». In altre parole, che le risorse ci siano, e non solo sulla carta.