BARBERINO DI MUGELLO – C’era tanta gente all’inaugurazione della mostra ““Barberino… io ci sono nato” dedicata alla donazione di Giuliano Vangi, tra i più grandi scultori italiani contemporanei, scomparso a Pesaro nel marzo dello scorso anno.
Perché l’artista di origini barberinesi nel proprio testamento, e poi la famiglia, hanno voluto destinare al Comune del paese natale numerose opere. In tutto 45 tra gessi, bozzetti e sculture, e 30 disegni, che si aggiungono alle due sculture e alle ottanta grafiche già donate in passato.

Da questa donazione non nascerà a Barberino un museo, ma un Centro Culturale intitolato a Vangi. Lo ha detto il sindaco Sara Di Maio. “Non faremo un museo, ma l’obiettivo è di aprire un centro culturale, nel quale oltre a esporre le opere del maestro, saranno proposte iniziative culturali e laboratori. Ci stiamo già lavorando e nei prossimi mesi lo spazio sarà pronto.” Il centro culturale dedicato a Vangi non sarà però nel capoluogo. In passato varie ipotesi erano state fatte, e quella che sembrava più idonea era l’utilizzo della palazzina che prima del terremoto ospitava l’ufficio postale. Dunque in pieno centro storico. Il piano terra già è di proprietà del comune, mentre il primo piano è demaniale, e vi era collocata la sede del Corpo Forestale, poi trasferitosi. Il Comune avrebbe potuto acquisire dal demanio anche quello spazio, ma qualcosa deve essere andato storto. Così l’ampia collezione Vangi di Barberino troverà sede lontana non solo dal centro, ma dal capoluogo, in un edificio accanto all’azienda Icap-Sira, che lo ha messo a disposizione del Comune, nelle campagne di Cavallina.


Nell’attesa della sede, l’amministrazione comunale ha voluto ufficializzare l’importantissima donazione ricevuta, e lo ha fatto con questa mostra-evento, inaugurata ieri. C’erano anche i familiari di Vangi, la moglie e il figlio. Primo atto, in Municipio, dove nell’ingresso del Palazzo Comunale, è stata già collocata una delle sculture facenti parte della donazione. Il sindaco Sara Di Maio ha ringraziato la famiglia del grande artista per la donazione, donando una pergamena alla moglie, ha ringraziato l’assessore alla cultura Anna Nuti per il gran lavoro svolto e “fatto – ha detto – con il cuore”, e anche l’Associazione Amici di Giuliano Vangi – presieduta dall’ex-sindaco Gian Piero Luchi -, che da molti anni si adopera per far conoscere l’opera dello scultore barberinese.
Poi l’arch. Antonella Perretta, nel salone al primo piano ha illustrato la mostra dei bozzetti in gesso lì allestita. Sottolineando che quelle opere sono particolarmente preziose, una sorta di “reliquie”, perché plasmate dalle mani dell’artista.

Ci si è trasferiti poi in teatro, dove prima è stato proiettato una bellissima video-intervista del maestro Vangi, e poi il prof. Marco Pinelli, storico dell’arte, ha sottolineato alcuni aspetti dell’arte dello scultore barberinese, mentre il presidente dell’associazione Gian Piero Luchi ha ricordato il percorso degli “Amici di Giuliano Vangi” e l’importanza della donazione ricevuta.
Terza tappa, in piazza Cavour, dove è stata scoperta una targa davanti alla casa nella quale l’artista nacque, nel 1931, e infine in Palazzo Pretorio, dove nella Sala Vangi è stata allestita una mostra con le grafiche della nuova donazione.
Foto Marco Palmerio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 Aprile 2025



































