VICCHIO – Abbiamo intervistato i due candidati alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco a Vicchio. Pubblichiamo oggi l’intervista a Filippo Carlà Campa, domani sarà la volta di Carlotta Tai.
Filippo Carlà Campa, perché hai deciso di candidarti? Cittadini, associazioni e iscritti al partito me l’hanno chiesto. Nelle mie precedenti esperienze di Vice Sindaco, di Presidente Pro Loco e Jazz Club ho sempre agito per il bene comune, mostrando la faccia e mai tirandomi indietro. Per cui, eccomi qua.
Quali sono le tue esperienze professionali, ed anche le tue peculiarità di carattere, che pensi di poter spendere positivamente alla guida del Comune di Vicchio? Dopo essermi laureato in Farmacia all’Universita’degli Studi di Firenze, ho subito lavorato, prima coadiuvando i miei genitori e poi insieme al mio fratello gestisco da oltre 25 anni la farmacia del mio paese. Questo lavoro imprenditoriale mi ha insegnato tanto ad ascoltare le persone, a sentire i loro bisogni e le loro difficoltà ed esigenze. Dopo l’ascolto, però, con il sorriso, la competenza e la determinazione, ho dato a tutti una risposta prendendomi cura dei dettagli e rispondendo a questi bisogni. Il Comune ha tratti somiglianti con la mia attività lavorativa: ascolto, cortesia, decisione. Gli ingredienti giusti da poter spendere anche in una possibile esperienza amministrativa.
Come giudichi nel complesso questi cinque anni di amministrazione? Non male. In quest ‘ultima parte della consigliatura, abbiamo però registrato un po’ di affanno: oggi, se dovessi esprimere un voto,darei un 6 meno meno. Nel complesso la sufficienza. Posso dirlo? Mi sono piaciuti di più i 5 anni precedenti.
Mi dici le due scelte che proprio non ti sono piaciute? E quelle che invece hai apprezzato? Ne scelgo una sola, ma vale doppio! Non mi è piaciuta la leggerezza e la scarsissima lungimiranza di quella delibera comunale con la quale si sta tentando di vendere alcuni gioielli di famiglia e poi si è fatto flop. Mi riferisco alla vendita della piscina comunale e del campeggio di via Costoli e adesso non vorrei che si perseverasse nell’errore orientandosi verso la scelta di assegnare come sede dei Carabinieri il complesso turistico di Montelleri. Anche le frazioni del paese restano un incompiuta nell’azione di integrazione con il capoluogo. Ho apprezzato invece la scelta delle energie rinnovabili, l’illuminazione a led e l’adeguamento sismico alle scuole.

Puoi illustrare le proposte che caratterizzano il tuo programma? L’ascolto e il coinvolgimento dei cittadini attraverso l’istituzione permanente di un Forum mensile al Teatro Giotto e nelle frazioni, una Fiera Calda nuova e completamente da rifondare, la riqualificazione del lago di Montelleri, il progetto per la realizzazione della scuola media. E ancora: la realizzazione di una struttura ricreativa fissa per i giovani e gli anziani e un turismo culturale integrato con Firenze e la Toscana che valorizzi le nostre eccellenze, da Giotto, passando per Cellini, i luoghi di Don Milani, ecc. e la creazione di un punto informativo e turistico che sia di riferimento per il turismo locale e globale, in stretta sintonia con gli altri comuni della zona, Firenze e la Toscana.
Che ne pensi dell’ipotesi fusione? Magari con Borgo? Con uno stato sempre meno generoso verso gli enti locali, i comuni più piccol i(sotto i 5000, ma anche attorno alla soglia dei 8000-10.000 abitanti), lo dice perfino l’Anci, l’Associazione dei Comuni d’Italia, dovranno trovare economie di scala obbligate per garantire servizi efficienti con tasse meno onerose per i cittadini. Unione dei comuni e poi fusioni? La strada è quella. Però anche la recente bocciatura del referendum a San Godenzo qualcosa deve insegnarci, per non commettere altri errori, ovvero, senza una adeguata informazione e coinvolgimento per tempo anche organizzativo e metodologico con le popolazioni, il rischio è di non far comprendere il messaggio dell’utilità delle aggregazioni. Ciò che serve è produrre azioni concrete di unione dei servizi. Quindi, non fusioni a freddo, con Borgo, Dicomano od altri…, ma preparazione ad un lavoro amministrativo meno egoistico del proprio orticello. Guardiamo ciò che hanno fatto a Tavarnelle e Barberino Valdelsa. Sono anni che ci lavorano, incontri su incontri, associazioni, cittadini, ecc, e il risultato si è visto! Con questo auspicio, se i sindaci eletti a maggio lavoreranno con questa coesione d ‘intenti, pensando ”come territorio allargato”, sicuramente nel prossimo mandato ciò che oggi divide potrebbe domani davvero unire, con reciproche soddisfazioni delle popolazioni, tutte. Allora avrebbe un senso arrivare ad un comune unico mugellano. Oggi, così, costruirlo solo a tavolino, rischia di ingenerare solo confusione e diventare un boomerang per chi lo propone.
Che giudizio dai del Pd di Vicchio? Come lo vedi? È in buona salute? Può non piacere, ma il Pd a Vicchio,è l’unico partito organizzato. Alternative in giro non se ne vedono granché. Pensando al presente, come lo vedo? Bene,se in questa disputa interna delle Primarie, è arbitro rigoroso; non bene,se poi predica bene e razzola male assegnando con superficialità a uno dei candidati la sede del proprio Comitato Elettorale. Chi fa politica sa bene che l’inclusività e l’allargamento del consenso elettorale passa anche dai dettagli. Qui, un po’ di lavoro, c’è da fare. Sicuramente ascoltare, condividere e creare un alleanza più vasta dei propri confini, è e resta l’obiettivo per poter essere convincenti e coerenti con l’elettorato. Ecco, io a parti rovesciate non avrei concesso la sede del Pd per ospitare il mio Comitato Elettorale e se mi fosse stata offerta questa opportunità non l’avrei sicuramente accettata. Tutto qui. Ma andiamo avanti. I cittadini sapranno giudicare.
Tu hai dato un impostazione molto autonoma alla tua candidatura. Molti allora si chiedono? Perché nel Pd? Non sarebbe più logico mettersi alla guida di una lista civica e trasversale? Io non mi riferisco ai soli iscritti di un partito, io ho la voglia, la pretesa e la volontà di parlare a tutti i 8184 cittadini di Vicchio: questo è il messaggio politico che è presente nel mio dna.
Se per “impostazione autonoma della mia candidatura” si intende che non intendo rinunciare alle mie idee, talvolta anche scomode e dirette, ecco, allora accetto volentieri questa etichetta che mi si vuole affibbiare, per il resto, tutti sanno che risulto dal 2008 fra i fondatori del PD di Vicchio, quindi perché dovrei emigrare verso lidi diversi? Io sono a casa mia. Perché la domanda non la rivolge a qualcun’altro?Altri, si sono iscritti da pochissimo tempo. Sbaglio ?
Politicamente come ti collochi? Quali sono le tue esperienze politiche precedenti? E chi voteresti come segretario nazionale del Partito? Ispirazione cristiana e collocazione nell’alveo dei riformisti, dei cattolici, dei liberali e democratici, della sinistra del lavoro e dell’impresa edell’associazionismo, del terzo settore, della società civile dei giovani e dei meno giovani che dialoga ed è a fianco di tutti i cittadini. Ho fatto il Vice Sindaco nel 1999 con la giunta di centrosinistra di Alessandro Bolognesi. Come segretario del partito, ancora no, non ho deciso su chi esprimerò il mio consenso.Vorrei ci fosse unità, tanta tanta unità, quindi confluirò su un nome che unisca il centrosinistra e che non lo divida.
Che pensi del tuo avversario? Quali sono le qualità che gli riconosci? E i suoi maggiori limiti?
Oggi, con Tai, siamo avversari e dal 21 gennaio mi auguro uniti per vincere le elezioni di maggio. È una brava persona, Carlotta. Le qualità? Si dà da fare, alla sua maniera, per presidiare le istanze della nostra comunità.
I suoi limiti? Fotocopia al femminile del sindaco uscente, lenta, lenta, e poi lenta nell’esserci e nel fare, molto sbiadita nella comunicazione, non si è mai smarcata nei momenti caldi come per esempio non ha preso posizione sui suoi colleghi di Giunta e di Consiglio che hanno lasciato in questi giorni il seggio amministrativo e questo non è bello, insomma l’onda di discontinuità e di cambiamento che si respira nel paese, già in questa consultazione del prossimo 20 gennaio potrebbe risucchiarla in un vortice senza strada di ritorno.
Cosa diresti a un elettore che ti confida che intende votare per Carlotta Tai? Gli direi che si accontenta di sopravvivere e con il pericolo di restare fermo come nel gioco dell’oca, per lunghi 5 anni, perché Tai -è nella sua indole- resterà in fase difensiva ad aspettare che gli eventi accadano. L’abbiamo già vista all’opera in questa consiliatura che sta per terminare. Con me la musica avrà uno spartito diverso, gli 8184 cittadini di Vicchio saranno i miei punti di riferimento, io non mi piangerò certo addosso e le risorse andrò a trovarle dove ci sono, in Regione, al Governo e a Bruxelles.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 gennaio 2019




