VICCHIO – Problemi di tipo strutturale per il museo Beato Angelico di Vicchio, già chiuso per manutenzione dall’inizio di Luglio. Secondo indiscrezioni, infatti, sarebbero emerse delle crepe che interessano il solaio che separa il museo, al piano terra della palazzina che ospita anche la biblioteca comunale, da un magazzino sottostante nel quale sono custoditi tutti i ritrovamenti etruschi fatti negli anni a Poggio Colla, il sito di riferimento per Vicchio.
Secondo il primo cittadino di Vicchio, Filippo Carlà Campa: “Si tratta di problema strutturale che dobbiamo verificare con attenzione per l’incolumità dei visitatori”. Al momento, aggiunge, la cosa è seguita dall’ufficio tecnico del Comune, che dovrà stabilire quali tipo di interventi siano necessari per mettere in sicurezza la struttura.
Ricordiamo che il museo è stato chiuso, all’inizio del mese di Luglio, fino a data da destinarsi per malfunzionamenti all’impianto di condizionamento, che non garantiva la giusta temperatura e umidità per la conservazione delle opere.
Spiega il sindaco: “Ci sono opere che vanno restaurate perché sono datate e hanno bisogno di manutenzione, quindi in accordo con la soprintendenza abbiamo deciso di prenderci un periodo per capire come fare. Infine c’è l’impianto di condizionamento che va rivisto, perché anche questo ha delle difficoltà”.

E Carlà Campa lancia anche un riflessione sul futuro del museo, con una proposta: farlo diventare un museo di riferimento per il Mugello esponendo, anche in forma temporanea, opere di un rilievo importante. C’è infatti un precedente, che il primo cittadino ricorda: “Nel 2017 per il 750° anniversario della sua nascita Vicchio ha celebrato il Maestro con varie iniziative. E fu in mostra presso il nostro Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare Beato Angelico ‘La Madonna di San Giorgio alla Costa’, con un grande riscontro d’interesse e di presenze di visitatori. E se quella bella esperienza non rimanesse isolata ma fosse possibile replicarla con un evento che caratterizzi Vicchio?”. Afferma Carlà Campa: “Credo che, visto che a Vicchio sono nati Giotto e Beato Angelico, sia arrivato il momento di dare al territorio la giusta importanza. Visto che l’impegno economico per tenere un museo del genere è importante, quando riapriremo vorrei che tale riapertura avesse un significato. Sono convinto che scoprire l’arte del passato in un museo come quello dedicato al Beato Angelico sia come aprire una porta su mondi dimenticati. Attraverso l’arte e la storia possiamo comprendere al meglio il presente, gettando allo stesso tempo le basi per un futuro che leghi ancor di più il territorio di Vicchio ai suoi due artisti più celebri”.






