BORGO SAN LORENZO – Il Gruppo consiliare del Partito Democratico di Borgo San Lorenzo interviene in merito alla situazione del Foro Boario, affermando: “Stiamo assistendo a un copione ormai prevedibile: la nuova amministrazione tenta di riscrivere la storia, dimenticandosi di chi ha reperito le risorse e attribuendo alla precedente giunta responsabilità che non le appartengono. Eppure i documenti ufficiali raccontano una realtà diversa, decisamente meno comoda per chi oggi governa”.
Una delle questioni più attuali affrontate è il cedimento stradale che si è verificato nei giorni scorsi (articolo qui), in merito al quale affermano che la resposabilità “non può essere attribuita a chi ha progettato l’opera”. Spiegando “Il cedimento del nuovo tratto di via Caduti di Montelungo si è verificato nel luglio 2026, quando i lavori erano già stati eseguiti, diretti e collaudati sotto la piena responsabilità dell’amministrazione attuale. Il progetto del 2023 – aggiungono – non ha alcun rapporto con la qualità dell’esecuzione dei lavori. Tentare di attribuire alla precedente amministrazione un problema emerso dopo l’esecuzione e il collaudo dell’opera significa spostare l’attenzione dalle responsabilità di chi oggi amministra”.
Più in generale rivendicano una serie di punti. Primo tra il quali il fatto che il progetto fosse, affermano,”corretto, finanziabile e coerente con il Pnrr”. Rivendicano infatti che “il progetto di fattibilità tecnico-economica del 2023 rientrava pienamente nel bando PNRR “Rigenerazione Urbana”, che finanzia esclusivamente opere permanenti: viabilità, verde pubblico, illuminazione, edifici e impianti fissi. E accusano: “le opere che oggi vengono indicate come ‘mancanti’ – colonnine elettriche, punti acqua potabile, illuminazione fieristica e attrezzature per la cucina – non erano finanziabili con quel bando, come previsto dalle linee guida ministeriali. Chi oggi sostiene il contrario – concludono – dimostra di non conoscere le regole del PNRR oppure cerca un alibi politico per giustificare ritardi e mancanze”.
Non solo, dal gruppo del Partito Democratico rivendicano anche: “la Giunta Romagnoli – affermano – disponeva di oltre 1,6 milioni di euro di avanzo libero. Composti, spiegano, da 830 mila euro per il 2024 e da 801 mila per il 2025”. “Risorse più che sufficienti – affermano – per finanziare le opere escluse dal PNRR: colonnine, punti acqua, illuminazione per gli eventi e attrezzature. La domanda – concludono – è semplice: perché queste risorse non sono state utilizzate nel 2024 e nel 2025? Perché attendere il 2026 per accorgersi che mancavano servizi essenziali per sagre e manifestazioni?” E commentano: “Questa non è una responsabilità del PNRR. È una precisa responsabilità politica dell’attuale amministrazione”.
Lanciano infine una questione più propriamente politica: “Quando sedevano all’opposizione – affermano dal gruppo Pd – l’attuale assessore Verdi, contestava il progetto del Foro Boario e si dichiarava contrario alle grandi opere. Oggi è in prima fila a rivendicarne il risultato. Chi ieri parlava di sprechi oggi ne annuncia la realizzazione. Chi ieri criticava il progetto oggi ne rivendica i meriti. I cittadini sapranno giudicare questa evidente contraddizione”.
E concludono: “La verità è molto più semplice di come qualcuno vorrebbe raccontarla. Il finanziamento del Foro Boario è stato ottenuto dalla precedente amministrazione, che ha consegnato alla città un’opera strategica e risorse comunali disponibili per completarla. Se oggi alcune dotazioni mancano, non è per colpa del progetto né del Pnrr: è perché chi governa da oltre due anni non ha fatto le scelte necessarie per realizzarle. Amministrare significa assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, non cercare continuamente giustificazioni o attribuire ad altri le proprie mancanze. Si possono rivendicare i meriti di un’inaugurazione solo se si ha anche il coraggio di assumersi le responsabilità di ciò che ancora non funziona”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Agosto 2026






1 commento
Certo
Chi la progettato???
Naturalmente non poteva venire un capolavoro cone quelle vasche di cemento in piazza