MUGELLO – Un dossier realizzato da Luca Varlani mette in fila trent’anni di temperature e prezzi: dalle colline del Mugello allo scaffale del supermercato, il conto del clima è già qui.
Le vendemmie anticipate di inizio agosto, i marroni che marciscono sull’albero, la produzione di latte che nelle stalle cala con l’afa: chi vive tra queste colline il cambiamento del clima non lo legge nei rapporti, lo vede nei campi. Ora c’è anche un modo per misurarlo. Si intitola “Caldo e carrello” ed è un dossier interattivo — pubblicato online — che prova a rispondere a una domanda tanto semplice quanto scomoda: quanto l’aumento delle temperature fa salire i prezzi di carne, frutta, verdura e formaggi?
La risposta, costruita incrociando i prezzi ufficiali (Eurostat) con le temperature satellitari (la reanalisi europea ERA5), è che il legame esiste, ma non è quello che ci si aspetta. In Italia i giorni sopra i 30 gradi sono passati da una quindicina a metà anni Novanta a oltre sessanta l’anno; e dopo ogni grande ondata di calore il prezzo della frutta tende a salire, in media, di oltre tre punti nei mesi successivi. Il caldo, insomma, non gonfia il carrello subito: agisce sulle rese e si scarica sui prezzi con settimane di ritardo.
Il cuore del lavoro, però, sono due storie recenti. Nel 2025 — l’estate del giugno più caldo di sempre — i raccolti di ortofrutta sono crollati, ma al supermercato la frutta non è rincarata: a pagare sono stati i produttori, con i prezzi all’origine giù del 20 per cento, mentre le importazioni coprivano il vuoto. Nel 2026 tocca al simbolo per eccellenza, il Parmigiano: con le ondate vicine ai 40 gradi al Nord, la resa di latte è scesa del 10 per cento, e i costi delle stalle sono saliti.
E il Mugello? C’è, con un dato che vale da specchio: nel 2024 quasi il 40 per cento dei marroni IGP è finito fuori mercato, tra caldo fuori stagione e umidità, per un mancato fatturato di almeno due milioni di euro. La stessa lezione dell’ortofrutta nazionale, vista da vicino.
Il messaggio che resta, sfogliando grafici e mappe, è controintuitivo: il clima colpisce sempre, ma chi paga il conto dipende dalla filiera — a volte il produttore, a volte il consumatore, spesso entrambi in tempi diversi. Un promemoria utile, mentre l’ennesima estate record va in archivio.
Il dossier è consultabile a questo link.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 agosto 2026



