MUGELLO – Oltre sessant’anni di attività, trascorsi dietro un banco tra fiere e mercati dell’Appennino e della Toscana. Remo Baracani ripercorre con lucidità e sincerità gli inizi di una carriera tutt’altro che semplice.
“È stato tutto molto duro – racconta – ho tribolato parecchio, e sono stati anni di sacrifici in un contesto in cui il lavoro non garantiva certezze ma richiedeva costanza e resilienza”.
Il mercato di allora era ben diverso da quello odierno. “All’inizio era piuttosto misero», spiega Baracani. «Con il passare del tempo però è cresciuto molto e, rispetto a oggi, in alcuni periodi si lavorava persino di più”.
La sua settimana era scandita da un calendario preciso, con spostamenti continui da un paese all’altro: il lunedì a Firenzuola, il martedì a Sasso Marconi, il mercoledì a Castiglion dei Pepoli, il Giovedì a Monghidoro, il venerdì a Fontanelice e il sabato a Sesto Fiorentino e una volta ogni tanto la domenica a Piancaldoli. Un ritmo serrato che ha accompagnato tutta una vita di lavoro ambulante.
“Ho dei bei ricordi di quest’avventura durata una vita intera – conclude – e oggi sono obbligato a cessare, ma non lo faccio volentieri”.
Una storia che racconta non solo un mestiere, ma anche l’evoluzione dei mercati e delle comunità locali, viste attraverso gli occhi di chi le ha vissute giorno dopo giorno.
Ed oggi, in occasione dell’ultimo mercato del 2025 a Firenzuola, l’amministrazione comunale ha voluto dare un riconoscimento a Remo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 dicembre 2025





