FIRENZUOLA – “Una persona sempre gentile, sincera, che ha sempre cercato di aiutare tutti, e ha sempre dato senza chiedere mai nulla a nessuno. Non chiedeva mai niente per sé”: lo ricordano così tanti Firenzuolini il loro proposto, don Carlo Giorgi. E lo ricorda così uno di loro, Luigi Orlandi, che a Don Carlo è sempre stato vicino e del quale ora parla con grande affetto.
“Una ventina giorni fa mi disse che la notte precedente era stato malissimo. Lui pensava che dipendesse da una pasticca non presa. E invece si stava per scatenare quello che lo ha portato alla morte. Purtroppo in questi ultimi anni don Carlo ha avuto grossi problemi di salute. Stette un mese o due all’ospedale, e quando poi andai a trovarlo al convitto ecclesiastico a Firenze, pensai che a Firenzuola non l’avremmo rivisto. Poi invece si era ripreso”.
Don Carlo era ben inserito in paese e gli volevano bene. Lo aiutavano le sue origini firenzuoline, ma anche il suo modo di porsi. “Rifuggiva i contrasti -nota Orlandi, con lui si stava bene insieme, sempre disponibile ad aiutare, e non ha mai respinto nessuno, qualsiasi cosa gli capitasse. E alla Messa faceva delle bellissime omelie, teologicamente era molto preparato, ma anche il modo di dirle incantava, e con lui non ci si annoiava. Un uomo di fede, e di grande cultura: qualsiasi domanda, sugli aspetti della religione tu gli facessi, non mancava mai la risposta e la spiegazione”.
Anche di fede viola. “Era tifosissimo della Fiorentina e tra lui e suor Luigia, bianconera sfegatata, si becchettavano spesso!”, sorride Luigi Orlandi, ripensando a quei siparietti che vedevano protagonisti la suore e il proposto.
Era nato a Casanuova, 71 anni fa, e nella terra del cimitero di quella piccola frazione ha chiesto di essere seppellito. Verrà a Firenzuola, oggi alle 15, il Card. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, e con lui tanti confratelli che lo hanno conosciuto. A Firenzuola era arrivato, nel 1995, per sostituire don Otello Puccetti: “Rimanemmo alcuni mesi senza parroco -dice Orlandi- e ricordo che scrivemmo anche al Vescovo per sollecitare una nomina. Qui il parroco ha diversi compiti: è il presidente della Casa di riposo, è il correttore della Misericordia, poi avevamo il circolo MCL. E così il Card. Piovanelli nominò don Giorgi. Un firenzuolino, una persona con la quale ci si confrontava bene”. Un parroco mai fuori le righe. Anche in politica seppe sempre mantenere un equilibrio, e rapporti buoni con tutti gli amministratori, di ogni schieramento: “Non si è mai schierato, non ha mai partecipato attivamente, e ha fatto buon viso a tutti, in modo corretto”.
Qualche critica gli è venuta sulla pastorale giovanile: “C’è chi dice che don Carlo si sia impegnato poco verso i giovani -dice Orlandi-. Effettivamente verso il mondo giovanile non ha messo tutto se stesso ma è anche vero che non è facile l’approccio con i giovani, specialmente adesso. Le sue riunioni e il catechismo li faceva, si rifece il cinema pensando ai giovani, e credo che abbia fatto quello che poteva”. Del resto, anche negli ultimi tempi, proprio a Firenzuola sono sbocciate diverse vocazioni al sacerdozio: “Questi ragazzi, Giovanni Vannini, Francesco Alpi con lui hanno sempre avuto un ottimo rapporto: andavano a trovarlo, a confrontarsi e a chiedere consigli, e io penso che anche do Carlo abbia avuto qualche merito riguardo alla loro vocazione. E il fatto che ragazzi firenzuolini si fossero fatti sacerdoti lo rendeva davvero felice”.





